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Continua a parlare Nicola Schiavone e lo fa delineando la geografia degli interessi e dei beni occulti della fazione dei Casalesi che porta il suo cognome e che lui stesso ha comandato. Il figlio di “Sandokan” questa volta risponde, nell’ultima udienza, alle domande sull’Hyppo Kampos di Castel Volturno, noto resort, tra i più lussuosi d’Italia.

Il boss pentito Nicola Schiavone

E, come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma della collega Marilù Musto, va dritto al punto del discorso: “Finanziai con 150mila euro l’Hyppo Kampos Lodge Resort di Castel Volturno. Il denaro? Lo facevo recapitare a Sergio Pagnozzi, titolare del resort, attraverso l’avvocato Luca Martinelli. Precisamente, ero proprietario di fatto del 10 per cento delle quote dell’Hyppo Kampos”.

 

Ma i punti, e i beni toccati, sono stati anche altri. “Giacomo Capoluongo vantava mire su due negozi di calzature ‘Apicella’, il primo situato nel centro commerciale Medì di Teverola e il secondo nella centralissima via Roma ad Aversa”. E poi, sul deposito di Giuseppe Pirozzi di Trentola Ducenta, ha spiegato: “No, non era mio”. La pasticceria Lombardi a Casal di Principe, invece, “l’hanno sempre considerata mia, perché gestita da me, ma successivamente la comprò questo tal Lombardi che nulla centrava con me”.

 

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