«La vita è un gioco». Chi lo ha detto per primo? Difficile saperlo. Sicuramente è una massima che avrà sposato in pieno Mario Balotelli Barwuah, origine ghanese, professione calciatore, nato a Palermo 29 anni fa. Immenso talento (assai poco espresso), milita adesso nelle fila dell’Olympique Marsiglia, campionato francese. Le sue convocazioni in Nazionale, sono più che altalenanti, proprio a causa del suo comportamento, che lo contraddistingue soprattutto al di fuori del rettangolo verde. Sabato scorso, l’attaccante è stato protagonista, insieme a un suo amico, di una scommessa per «gioco» (appunto), che ha portato Catello Buonocore, imprenditore di Castellammare di Stabia a tuffarsi in scooter dal molo di Mergellina, Napoli.

Una città che Super Mario conosce bene quella partenopea, per gioco e per curiosità, e per scommessa. Un’altra, la «puntata» che avrebbe fatto a giugno del 2010. Per che cosa? Per effettuare un tour a Scampia, quartiere della periferia nord di Napoli, e per vedere di persona, se fosse tutto vero quello che si diceva sul più grande mercato all’aperto di sostanze stupefacenti d’Europa. E’ bene sottolinearlo subito: in seguito a quel tour, Balotelli non è mai stato indagato né per droga, né per rapporti con esponenti della criminalità organizzata. La circostanza del «giro turistico» tra le Vele, emerge da una informativa di polizia giudiziaria, che i carabinieri di Castello di Cisterna inviano al pm Cannavale che all’epoca si sta occupando di una delicatissima inchiesta sul calcio scommesse. «Ad avvalorare l’ipotesi investigativa di un legame tra consorterie criminali operanti nell’aerea nord di Napoli e dunque sotto l’egida del clan degli Scissionisti e ambiente calcistico, incentrato per lo più sul calcioscommesse, vi è un ulteriore significativo dato, ovvero quanto rivelato a questa p.g. (polizia giudiziaria, i carabinieri, appunto) da una fonte fiduciaria, la cui attendibilità risulta già essere stata provata».

 

Che cosa riferisce la fonte fiduciaria ai carabinieri? Della «presenza del noto calciatore dell’Inter (che in quello stesso 2010 passerà al Manchester City) Mario Balotelli nel Rione dei Puffi (sito al Viale della Resistenza, lotto P del quartiere Scampia) nella mattinata dell’ 08 giugno 2010». Balotelli, spiega la fonte fiduciaria ai carabinieri, nel corso del tour, «era in compagnia di due elementi di spicco di due dei più potenti clan della periferia nord di Napoli, ovvero Salvatore Silvestri, nato a Napoli il 4 novembre del 1979 del clan Lo Russo, e Biagio Esposito (che poi passerà a collaborare con la giustizia), nato a Napoli il 06 dicembre del 1972 del clan degli Scissionisti». Che cosa racconta, ancora, la fonte, ai carabinieri? Che «proprio Balotelli, che si trovava a Napoli in occasione del premio Golden Goal, aveva chiesto di visitare i famigerati luoghi dello spaccio di Scampia tanto pubblicizzati nelle cronache e che per soddisfare la sua richiesta, la “paranza” dei Puffi gli abbia mostrato le modalità con cui si consuma lo spaccio quotidiano e che successivamente sia stato ospitato in una dependance del rione per scattare delle foto ricordo con Silvestri, con Espostito e con altre persone ivi presenti».

A fornire altri particolari rispetto alla vicenda appena descritta, è il pentito di camorra, Armando De Rosa, in un interrogatorio reso ai pm che indagano su un giro di riciclaggio e ristorazione. Secondo quanto riferisce il collaboratore di giustizia, Balotelli, «dopo aver assistito ad alcune cessioni (di dosi di droga), per scherzare, chiese anche di poter spacciare lui alcune dosi e così fu lui a consegnarle ad un cliente che passava. Ricordo anche che chiedemmo a quel tossico se avesse riconosciuto Balotelli ma lui neanche ci credette».

La circostanza è stata sempre smentita dal calciatore, che invece, nel corso dell’audizione davanti ai pm, ha raccontato la sua versione dei fatti, rispetto a come si svolse il tour a Scampia; durante il quale, ha detto Balotelli, fu accompagnato dall’imprenditore napoletano Marco Iorio. «Ebbi modo di vedere, da una distanza di circa 10 metri, un tavolo con sopra buste di droga», ha dichiarato Super Mario, che riguardo ai due esponenti dei clan che pure lo accompagnarono durante l’«escursione» (Silvestri ed Esposito), ha tenuto a sottolineare: «Ho appreso solo dopo, e dai giornali, di essere stato accompagnato da persone non buone».