La DIA di Catania sta eseguendo un decreto di confisca di beni per un valore di 10 milioni di euro emesso dalla Corte di Appello di Catania – II Sezione Penale, nei confronti di Vincenzo Enrico Augusto Ercolano, 49enne di Catania, figlio di Giuseppe Ercolano, detto “Pippo” (deceduto), ritenuto uno dei vertici storici del potente clan mafioso “Santapaola-Ercolano”, e nipote di Benedetto “Nitto” capo storico di Cosa nostra catanese.

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Nello specifico, la più ampia operazione della DIA “Sud Pontino”, con cui fu smantellato un gruppo criminale che aveva al centro dei suoi interessi l’importante Mercato Ortofrutticolo di Fondi, ha fatto emergere la sua figura di gestore e controllore nel settore dei trasporti, in nome e per conto della mafia.

 

Le indagini hanno riguardato i vertici dei clan camorristici dei Casalesi e dei Mallardo di Giugliano (Napoli), alleati con le famiglie siciliane dei Santapaola-Ercolano, attive sul territorio catanese, con diramazioni anche all’estero. Le indagini hanno permesso di accertare che Vincenzo Ercolano aveva la disponibilità esclusiva della società “Geotrans Srl”, di cui curava in piena autonomia l’intera attività amministrativa, per quanto fosse formalmente intestatario solo del 50% delle quote del capitale sociale, nonché la totale riconducibilità di altre ditte, utilizzate per “recuperare” patrimonio aziendale e clienti della citata “Geotrans”, quando questa era già stata posta sotto sequestro.

Con il decreto sono state confiscate il 100% delle quote, con relativo patrimonio aziendale, della Geotrans Srl, la Geotrans Logistica Frost Srl, la R.C.L. Società Cooperativa Arl, la E.T.R. di Ercolano Cosima Palma.