Tre misure interdittive antimafia sono state adottate dalla Prefettura di Genova, nei confronti di altrettante società operanti nell’area metropolitana  e nel porto del capoluogo ligure.

Riflettori
accesi sullo
scalo marittimo
di Genova

In due casi si è trattato di aziende attive nel settore del trasporto per conto terzi risultate strettamente collegate ad affiliati di rilievo della cosca Piromalli-Molé, egemone nella piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria).

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«I provvedimenti – spiega la Prefettura – confermano come lo scalo ligure, disponendo di numerose linee commerciali con i principali porti internazionali, costituisca un hub rilevante per i traffici illeciti delle cosche di ‘ndrangheta che vanno riproducendo a Genova il modulo operativo già utilizzato nel porto di Gioia Tauro».

L’altro caso ha riguardato una società a responsabilità limitata presente nel quartiere di Sampierdarena e attiva nel settore delle sale giochi, legata a elementi di spicco sia di camorra (tramite un gruppo riconducibile alla cosca delle Teste Matte, attiva a Napoli nella zona dei Quartieri Spagnoli) e di mafia (famiglia Fiandaca, emanazione genovese dell’associazione a delinquere di stampo mafioso Cosa nostra).

I legami
con clan
della
camorra
e ambienti
di Cosa nostra

I provvedimenti vanno ad aggiungersi alle 24 interdittive antimafia adottate dal prefetto di Genova negli ultimi quattro anni e confermano forme di radicamento della criminalità organizzata nel tessuto economico genovese.