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L’esperimento condotto presso il Porto di Napoli nelle giornate del 26 e 27 aprile dall’associazione Cittadini per l’aria, in collaborazione con il Comitato per la Vivibilita’ Cittadina ed il sostegno tecnico dell’ONG NABU, ha evidenziato concentrazioni di particelle sottili superiori centinaia di volte il limite di sicurezza. Il picco si e’ raggiunto quando all’interno dello scalo marittimo ha fatto il suo ingresso una nave da crociera. Con l’approssimarsi della stagione estiva e l’avvento di decine di citta’ galleggianti i livelli di inquinamento saranno esponenziali. L’elettrificazione del porto non e’ piu’ rinviabile, occorre provvedere quanto prima per porre un argine al problema“.

 

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini. “Elettrificare il porto significa dare la possibilita’ alle navi di spegnere i motori dopo l’attracco. Attualmente le imbarcazioni sono costrette a rimanere con i motori accesi per generare l’energia elettrica necessaria per il funzionamento dei dispositivi a bordo. L’inquinamento generato dai motori impatta non solo sull’aria ma anche sull’acqua sulla quale vanno a posarsi le particelle sottili, particolarmente pericoloso per l’ambiente. Il Porto di Napoli e’ parte integrante della citta’, con alcuni quartieri che sorgono a pochi metri di distanza. Concentrazioni di inquinamento del genere rappresentano un pericolo anche per la salute pubblica dei cittadini“.

 

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