‘O cafone (Luca Capuano, ndr) è un affiliato al clan Sibillo. Stava sempre con Emanuele. Ho anche un fermo con lui perché mentre mi trovavo al Borgo Sant’Antonio con altre persone, tra cui lui e Antonio Napoletano, arrivò la polizia e ci portò in commissariato. Napoletano era però riuscito a scappare. Mi trovavo lì perché ero stato convocato da Napoletano, il quale voleva sapere dell’accoltellamento allo stadio in Curva A”. A parlare è Gennaro De Tommaso, più conosciuto come Genny ‘a carogna, il capo dei Mastiffs, gruppo ultrà attivo nella Curva A dello Stadio San Paolo. Ma anche figura fondamentale nel “sistema” dei Decumani. Le sue parole risalgono a un interrogatorio del 20 marzo e sono riportate in un articolo del collega Luigi Nicolosi de ‘Il Roma’.

I fatti raccontati dal collaboratore di giustizia, risalgono al 30 agosto 2015 e illustrano con glaciale chiarezza l’accoltellamento di un tifoso dei Mastiffs (Luca Capuano), avvenuto durante l’intervallo di Napoli-Sampdoria. Il giovane ultrà viene definito “simpatizzante di Emanuele Sibillo”, 19enne capo della Paranza dei bambini ucciso in via Oronzio Costa pochi mesi prima.

 

“Era accaduto che era stato accoltellato un ragazzo che faceva parte dei Mastiffs di cui però non ricordo il nome. Era stato colpito dai ragazzi del rione Sanità che andavano a vedere la partita con il gruppo della Sanità. La causa fu che il ragazzo accoltellato era simpatizzante di Emanuele Sibillo e, una volta morto Sibillo, questi ragazzi che stavano insieme agli Esposito, e allo stadio c’era anche Emanuele Esposito, realizzarono una ritorsione contro i Sibillo. Quel giorno io non ero allo stadio perché diffidato”.

E proprio l’intervento di De Tommaso, a suo dire, si rivelò decisivo per evitare una ritorsione e una conseguente guerra in Curva A. “Napoletano mi mandò a chiamare per capire chi era stato, dal momento che voleva fare la stessa cosa. Io gli chiesi di evitare perché se fossero accaduti altri fatti del genere allo stadio avrebbero chiuso la Curva a tutti i tifosi. Il ragazzo della Sanità fu poi arrestato”.