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La Corte d’Appello ha condannato Eav al reintegro e al pagamento degli stipendi arretrati, nonché al risarcimento del trattamento retributivo dovuto dal 2 marzo 2017 nei confronti di un dipendente accusato dalla stessa azienda di truffa per aver abusato della legge 104, licenziandolo. L’uomo, in servizio presso il deposito di Ischia, aveva chiesto e ottenuto permessi per assistere la madre malata nei giorni 11 e 18 dicembre 2016. Ma, grazie all’aiuto di due investigatori, l’azienda aveva scoperto che il dipendente non si era mai recato a casa della donna. Il primo provvedimento preso nei suoi confronti era stata la sospensione, cui era seguito il licenziamento.

 

Il lavoratore aveva presentato ricorso, ma il Tribunale aveva dato ragione ad Eav, respingendolo. In secondo grado di giudizio, però, le carte sul tavolo sono state completamente ribaltate dalla Corte d’Appello, che ha sentenziato in favore del dipendente per un vizio di proceduta. Inm quanto il licenziamento doveva essere sottoposto all’esame del Consiglio di disciplina dell’azienda. La stessa che ha già preannunciato il ricorso in Cassazione.

 

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