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di Francesco Vitale

«Aprite, carabinieri», ma lo stratagemma che sei soggetti avevano messo in atto per entrare nell’appartamento da svaligiare (con una vera e propria rapina ai danni dei proprietari) non è servito.

Gli agenti della Squadra Mobile di Napoli hanno catturato sei pregiudicati che travestiti da carabinieri hanno messo a segno una rapina ai danni di una famiglia che abita alla Riviera di Chiaia, in una delle cosiddette «zone bene» della città

In manette sono finiti Salvatore Mauro, 36 anni, Alberto Cacace, 31 anni, Emiliano Brullino, 42 anni, Paolo Lo Giudice, 63 anni, Ciro Pizzo, 43 anni, e Gaetano Vaccaro, di 43 anni. Ad insospettire i Falchi della Squadra Mobile partenopea sono stati i segni d’intesa che alcune persone in sella a due scooter si scambiavano con un’altra persona ferma all’esterno di uno stabile.

Gli agenti hanno subito capito che si stava consumando un reato ed hanno chiesto l’intervento di altre pattuglie: quando hanno visto i malfattori uscire dal palazzo per salire su un’auto sono entrati in azione bloccando ogni via di fuga e sbarrando la strada su entrambi i sensi di marcia. I rapinatori avevano addosso 5.450 euro in contanti, un orologio e oggetti preziosi. Dalle indagini è poi emerso che i malfattori, al citofono, prima di salire nell’appartamento preso di mira, si erano qualificati come appartenenti all’Arma dei carabinieri.

Per operare senza intoppi hanno mostrato ai presenti – il proprietario di casa, la moglie, il figlio e la fidanzata di quest’ultimo – un decreto di perquisizione falso, chiedendo al proprietario di casa di consegnare loro spontaneamente la droga che custodivano nell’abitazione.

Esibendo un finto portatessere con il fregio dell’arma, indossando pettorine con la scritta ‘carabinieri’ e mostrando e minacciando la famiglia con una perfetta replica di pistola calibro 9×21 (arma in uso alle forze di polizia), i malviventi hanno costretto le vittime a rimanere ferme.

Quando il proprietario di casa ha tentato di spiegare ai finti carabinieri che in quella casa non c’era droga, i malviventi con arroganza e violenza hanno iniziato a urlare e picchiare sui muri, simulando la ricerca di una intercapedine dove, a loro dire, era stata nascosta alla sostanza stupefacente. Nella convinzione che fossero veri carabinieri, il proprietario di casa li ha fatti entrare anche nella camera da letto dove i banditi si sono impossessati del denaro e degli oggetti preziosi. I sei pregiudicati bloccati dai poliziotti, sono accusati di rapina aggravata e sequestro di persona.

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