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La Procura di Roma sta indagando su un presunto sistema di corruzione che riguarderebbe la sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli. A riferirlo è un articolo pubblicato dal ‘Mattino’, secondo il quale a fermare i giudici della Capitale c’è solo il gip, che boccia le conclusioni investigative in una inchiesta che vede come perno Enrico Caria, per anni alla fallimentare. Con lui sarebbero coinvolti anche altri professionisti, circa una ventina, per il loro intervento in pratiche fallimentari, in qualità di consulenti.

 

L’accusa a carico di Caria sarebbe quella di aver veicolato determinate nomine di consulenze in cambio di favori. Venerdì si terrà l’udienza per la proroga delle indagini, in cui il pm romano Stefano Fava, titolare dell’inchiesta, potrà replicare alle censure che hanno fermato il suo lavoro.

 

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