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La Procura ha chiesto l’assoluzione per Duilio Poggiolini dall’accusa di omicidio plurimo per le trasfusioni con sangue infetto. Lo riporta un articolo del ‘Corriere del Mezzogiorno’, che sottolinea come lo stesso ex direttore generale del servizio farmaceutico del ministero della Sanità, oggi 90enne, non fosse in aula al momento della richiesta del pm. Ma d’altronde, la sua ultima apparizione pubblica risale al 2015.

La vicenda risale agli anni ’80, quando alcune case farmaceutiche italiane e straniere vendevano sacche di plasma donato in cambio di denaro da persone a rischio, tra cui tossicodipendenti e detenuti di Stati americani o cittadini di Paesi del Terzo mondo. Molto di quel sangue ha contagiato pazienti italiani con epatite C o Hiv.

Uno dei processi si è svolto a Napoli, dove gli atti erano stati inviati dal Tribunale di Trento, competente a decidere per motivi territoriali. Il primo procedimento, quello a carico delle case farmaceutiche straniere, si è concluso con l’archiviazione da parte del gup. Quello, invece, a carico delle case farmaceutiche italiane, ha avuto una storia molto più complicata, che per la Procura non poteva avere altro esito se non la richiesta di assoluzione per tutti gli imputati.

 

In un primo momento, come capo d’accusa era stato ipotizzato il reato di epidemia colposa. Ma nel 2005 ne dispose l’archiviazione e contestualmente l’imputazione coatta per il reato di omicidio colposo plurimo. Ma al pm adesso toccava dimostrare sia che all’uso di quei farmaci era seguito un contagio, sia che quel contagio aveva provocato la morte dei pazienti. Ma su questo aspetto mancavano del tutto le indagini preliminari.

Con Poggiolini sono imputati anche un ex infermiere dell’ospedale Cardarelli, due rappresentanti di una ditta specializzata nella raccolta e nel trasporto di plasma e sei ex manager all’epoca impiegati nelle aziende del colosso farmaceutico fondato da Guelfo Marcucci, nel frattempo deceduto. Venti, invece, sono le persone offese, tra le quali una ragazzina di 14 anni e il ministero della Salute. La prossima udienza è prevista per l’11 febbraio quando a prendere la parola saranno gli avvocati di parte civile. La sentenza, invece, per il 25 marzo. Tutto porta verso la richiesta di assoluzione avanzata dalla pubblica accusa.

 

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