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Battute finali per il processo sullo scandalo dei decessi che sarebbero stati causati dalle trasfusioni di sangue infetto: ieri hanno concluso gli ultimi avvocati delle dieci persone sul banco degli imputati. L’avvocato Luigi Ferrante, che assiste Duilio Poggiolini, all’epoca dei fatti (gli anni ’80, ndr) direttore generale del servizio farmaceutico del ministero della Sanita’, ha chiesto l’assoluzione ritenendo che non ci sia nesso di causalita’ tra i decessi e il contagio. Sulla stessa linea anche gli avvocati Massimo Di Noia e Fabio Federico.

 

Per l’assoluzione di tutti gli imputati aveva gia’ concluso nell’udienza del 21 gennaio scorso il pubblico ministero Lucio Giugliano, evidenziando che in sede di indagini preliminari – partite da Trento ma poi il fascicolo finito fu trasmesso per competenza a Napoli – non furono svolti gli accertamenti necessari a sostenere l’accusa di omicidio colposo plurimo.

Oltre a Poggiolini, nella veste di imputati figurano anche un ex manager del Gruppo Marcucci, un ex infermiere e i dipendenti di un’azienda specializzata nella raccolta e il trasporto di sangue. A fronte della richiesta di assoluzione della Procura, il Ministero della Salute ha rinunciato alle conclusioni, decadendo cosi’ dalla costituzione di parte civile. La sentenza e’ attesa per il prossimo 25 marzo.

 

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