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Due organizzazioni criminali, un tempo contrapposte, hanno unito le forze per poter ottimizzare traffico e spaccio di stupefacenti. E’ questo il quadro che delinea il comandante provinciale di Salerno dei carabinieri, il colonnello Antonino Neosi, dopo i 37 arresti di ieri mattina che hanno interrotto “il canale di approvvigionamento di stupefacenti nella provincia, canali che provenivano sia da Roma che da Napoli”.

L’indagine congiunta di polizia e militari dell’Arma e coordinata dal pm della direzione distrettuale antimafia di Salerno, Marco Colamonici, e’ stata svolta con intercettazioni e con strumentazioni particolarmente sofisticate. Per il questore di Salerno, Maurizio Ficarra, “e’ forse la piu’ importante operazione degli ultimi anni perche’ non si coinvolge gli organizzatori di questo traffico, coloro che distribuivano la sostanza e a coloro che la portavano a Salerno”.

 

Tra i canali di approvvigionamento, quello colombiano e venezuelano, con indagati che appartengono a questi Paesi, “che noi abbiamo individuato come responsabili di questo traffico”, spiega il questore. La misura del ‘business’ che ruotava intorno allo spaccio di stupefacenti, aggiunge il procuratore capo facente funzioni, Luca Masini, e’ data dal fatto che “a uno degli indagati, uno dei due promotori dell’organizzazione, il 27 ottobre di due anni fa sono stati sequestrati in contanti 52mila euro, oltre che fucili a canne mozze, pistole con silenziatore e un’altra pistola”.

 

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