di Giancarlo Tommasone

Entro la fine del mese di agosto, al massimo all’inizio di settembre,  si compirà il quarto riparto per gli obbligazionisti della Deiulemar. Raggiunta telefonicamente da Stylo24, l’avvocato Augusta Palomba, che segue le sorti dei 13mila risparmiatori, conferma, che «periodo di ferie permettendo, a breve potrà essere distribuita agli obbligazionisti una somma che si aggira intorno al 3,12% del totale da recuperare». Si tratta di una somma complessiva di 26 milioni e 278.326,39 euro.

In sei anni
recuperato
il 6,62%
del denaro
complessivamente
truffato

Detto «tesoretto» è composto per circa 10 milioni dalla liquidazione del Trust Arcobaleno, e per il resto dalla vendita di beni dei falliti, sottolinea l’avvocato. «In sei anni, gli obbligazionisti hanno potuto recuperare – compresa la  prossima tranche – il complessivo 6,62% rispetto a quanto gli è stato sottratto», afferma Palomba.

Il fallimento della compagnia
armatoriale
di Torre del Greco ha aperto
un buco che si avvicina
al miliardo di euro

E ha coinvolto 13mila risparmiatori, molti dei quali hanno investito le risorse di una vita e adesso si trovano senza più niente, se non la speranza di poter recuperare anche una parte di quanto è stato loro portato via.

L’approfondimento / «Noi, i dannati del crac
Deiulemar e le nostre vite andate a fondo»

Anche se la speranza, non sempre continua ad ad essere viva. Nelle scorse ore, sempre l’avvocato Palomba, ha pubblicato un post su Facebook, in cui ha pure scritto: «Occorre tenere conto che, anche se la somma distribuita è enorme (quasi trenta milioni), gli obbligazionisti sono molte migliaia, e sono stati truffati loro oltre settecento milioni, per cui sarà possibile rimborsare una percentuale che seppure apparentemente può sembrare modesta nella realtà, non lo è se si pensa che a monte della medesima vi sono quasi 30 milioni di euro».

«Dobbiamo pur ammettere tuttavia – continua il post – che un po’ alla volta i rimborsi stanno arrivando, che altri beni saranno venduti e, soprattutto, che sono in corso una serie di cause che ci hanno restituito per oggi la speranza, e magari domani anche almeno una parte dei nostri risparmi: per questo, in rappresentanza dei creditori che mi hanno voluto nel Comitato, reputo doveroso ringraziare tutti gli Organi dei due fallimenti per l’ottimo lavoro che stanno svolgendo».

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Il post ha naturalmente acceso il dibattito e accanto ai commenti di speranza, si sono registrati pure quelli degli scontenti. Assunta, ad esempio, scrive: «Rimborsi dell’1 e dell’1,5% sono veramente irrisori rispetto a quello che uno ha perso. Voglio dire: un’ennesima beffa». Ad Assunta viene risposto che «si distribuisce quello che si ha, altro al momento non c’è, ma si lavora per recuperare ancora e il più possibile». Certo, la battaglia è lunga, sono passati sette anni da quando è stato dichiarato il fallimento della compagnia di navigazione,  era il 2012. Nel 2013, poi è arrivato quello relativo alla società di fatto.