Tre milioni di euro; è il danno erariale patito dal Consorzio idrico Terra di Lavoro (Citl) per l’indebita corresponsione di emolumenti ai vertici amministrativi e gestionali dell’ente. Il danno è stato quantificato dai finanzieri del Comando provinciale di Caserta, al termine di una indagine delegata dal vice procuratore generale della Procura della Corte dei Conti per la Campania, Ferruccio Capalbo.

Le corresponsioni,
che secondo
gli inquirenti,
sarebbero state
effettuate
indebitamente

In particolare, il management del Consorzio, ente costituito per la gestione del servizio idrico di diversi Comuni della provincia di Caserta, ha indebitamente corrisposto, nel periodo dal 2011 al 2019, stipendi al presidente e vice presidente dell’assemblea consortile e all’intero cda.

Somme liquidate in violazione alle misure di contenimento della spesa pubblica (nel D.L. 78/2010), che ha previsto la necessaria gratuità dell’attività svolta da «amministratori di comunità montane e di unioni di Comuni e comunque di forme associative di enti locali aventi per oggetto la gestione di servizi e funzioni pubbliche».

Inviti
a dedurre
nei confronti
di 20 amministratori

La magistratura contabile ha disposto la notifica degli inviti a dedurre nei confronti di 20 amministratori pro-tempore del Citl nei cui confronti è stata ritenuta ascrivibile la responsabilità amministrativa per l’indebita percezione, a vario titolo, complessivamente di circa 900mila euro, per il periodo dal 2014 al 2019, per intervenuta prescrizione per le annualità pregresse.