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di Francesco Monaco.

L’ultima denuncia risale a due giorni fa e riguarda una giovane donna, che sarebbe stata drogata, con cocaina e Ghb, la cosiddetta ‘droga dello stupro’, per indurla ad avere rapporti sessuali inconsapevoli con un 56enne titolare di un ristorante. Con lui, in carcere anche una ragazza di 23 anni, presunta complice. Una vicenda che ha oscurato ancora di più l’immagine di una zona, come quella della Costiera sorrentina, da sempre punto di riferimento per le sue bellezze, e che, invece, sta finendo troppo spesso in prima pagina per fatti di cronaca tutti tristemente somiglianti l’uno all’altro.

Come quello che riguarda le cinque persone accusate di violenza sessuale di gruppo, con l’aggravante dell’uso di sostanza stupefacente nei confronti di una turista inglese, nel 2016, negli spazi della struttura alberghiera dove lavoravano. Anche in quel caso, secondo l’accusa, i presunti mostri fecero uso della droga dello stupro.

La ‘droga dello stupro’

La ghb, sigla che indica l’acido gamma-idrossibutirrico. In Italia è commercializzata col nome di Alcover, si tratta di un farmaco somministrato esclusivamente su ricetta medica, agli alcolisti, perché riduce il bisogno di continuare a bere. Si usa anche come anestetico, per lenire i dolori del parto e per curare la narcolessia. Una confezione di Alcover da 140 ml (17,5% di sodio oxibato, il principio attivo che caratterizza il farmaco) costa intorno ai 34 euro. Per bypassare il problema della prescrizione, può sempre essere acquistato al mercato nero, a Boscoreale e Torre Annunziata o nel Salernitano, quindi a poche decine di chilometri. E quando questi venissero giudicati eccessivi, c’è sempre la possibilità di farlo on line.

Sciolta nell’acqua provoca uno stato di euforia, una sorta di sbornia, senza i postumi come mal di testa e nausea. Ma assunto con l’alcol o altri farmaci depressori, porta prima di tutto a un alto stato confusionale e poi alla perdita di conoscenza.

 

Non ci fu bisogno di alcuna droga, invece, la notte tra il 27 e il 28 luglio 2015, quando un 20enne di Caserta e un 22enne di San Nicola la Strada violentarono una turista americana di 25 anni in discoteca. Brilla, ma non ubriaca. E, soprattutto, non consenziente, come lei stessa affermò in aula al momento di indicare i due come suoi violentatori.

Proprio lo scorso maggio il procuratore di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico, commentando il caso della turista inglese violentata in albergo, ha dichiarato: “Quello di Meta non è l’unico caso. Quanti ce ne sono? Qui arrivano diverse denunce simili”. A testimonianza di un’ombra sempre più grande che ha avvolto la perla del turismo campano e non solo, capace di nascondere lati criminali insospettabili.

 

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