“Sarà pronto entro un anno il Commissariato della Polizia di Stato a Casal di Principe”. Lo ha annunciato il questore di Caserta Antonio Borrelli nel corso della conferenza stampa tenuta per presentare l’app della Polizia di Stato “YOUPOL”, che da ieri è entrata in funzione in tutte le 103 questure italiane dopo un periodo di sperimentazione iniziato da Torino, Roma e Palermo e proseguito per i maggiori capoluoghi di regione, come Napoli.

Il questore di Caserta Antonio Borrelli

Borrelli ha assicurato, sul nuovo presidio di polizia tanto atteso, che “le operazioni di carotaggio sono terminate positivamente, ora il progetto è in mano al Provveditorato per le Opere pubbliche che dovrà fare il bando di gara per appaltare i lavori di adeguamento dell’immobile. Ma tutto procede regolarmente, i soldi, circa 600mila euro, sono a disposizione da tempo”.

Il nuovo commissariato sorgerà nel bene confiscato all’esponente dei clan dei Casalesi Dante Apicella dove fino allo scorso anno era ubicata la sezione della Squadra Mobile di Caserta, aperta nel 2008 e fondamentale nell’assestare colpi durissimi, con decine di arresti, al clan dei Casalesi. La chiusura avvenne nel marzo 2017 per motivi legati alle messa a norma dell’immobile, provocò delle polemiche, poi i vertici del Viminale e della Polizia di Stato, in particolare il Capo Franco Gabrielli, garantirono che sarebbe nato direttamente un Commissariato nella stessa struttura.

Ieri intanto Borrelli ha illustrato la nuova App della Polizia, rivolta soprattutto ai più giovani, visto che permetterà di fare segnalazioni, anonime o tramite apposita registrazione, per fatti relativi al bullismo o allo spaccio di droga. “E’ un’app di emergenza – spiega Borrelli – che non sostituisce il 113, che resta il primo strumento per intervenire, ma con cui speriamo di fare emergere il ‘sommerso’ che c’è. L’app servirà anche a darci spunti investigativi. Dall’agosto 2017 – prosegue – sono state 118mila i download di segnalazioni effettuate”. Borrelli spiega che nel Casertano non sono stati registrati molti casi di bullismo. “Resta comunque un fenomeno da monitorare, e nei prossimi mesi andremo anche nelle scuole per illustrare l’app”, conclude.