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E’ stata chiusa l’indagine per Carmine Antropoli, il chirurgo del Cardarelli, ex sindaco (per due consiliature) di Capua, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Adesso, come riporta un articolo del ‘Mattino’, la Procura Antimafia, con i magistrati Alessandro D’Alessio e Maurizio Giordano, potrà chiedere il rinvio a giudizio. L’ex primo cittadino ha sempre negato di aver organizzato l’incontro tra l’imprenditore Francesco Zagaria e Giuseppe Di Lillo, per costringere quest’ultimo a ritirarsi dalla competizione elettorale. Circostanza confermata (anche se in modo turbato) dalla sua compagna.

 

I pm antimafia hanno anche depositato nuove dichiarazioni dei pentiti Nicola Schiavone e Luigi Cassandra, che farebbero riferimento alla mano del clan dei Casalesi sui lavori al Comune di Capua. E nei giorni scorsi la polizia giudiziaria della Dda avrebbe acquisito altri atti negli uffici comunali. L’accusa è, quindi, quella di complicità con il suo paziente (Zagaria), considerato vicino al clan dei Casalesi e al quale viene contestato anche il reato di essere stato il cosiddetto specchiettista di un delitto avvenuto a Santa Maria Capua Vetere nel 2003.

Nell’ambito della stessa inchiesta, oggi sono comparsi davanti al tribunale del Riesame Marco Ricci, maresciallo della Finanza, già vicesindaco e assessore all’ecologia durante le giunte Antropoli, e Guido Taglialatela, ex assessore ai Lavori pubblici.

 

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