I fratelli Antonio e Nicola Diana, titolari della Erreplast, figli di Mario, vittima innocente della camorra e impegnati da anni sul fronte civico della lotta alla criminalità non avrebbero dovuto essere arrestati. E neanche loro zio, come i nipoti sottoposto al regime dei domiciliari. Sono le conclusioni, riportate in un articolo del ‘Mattino’, a firma della collega Mary Liguori, della sesta sezione penale della Cassazione, presieduta da Stefano Petitti, relatore Maria Sabina Vigna. Le circostanze che hanno portato gli ermellini a scrivere la sentenza contro cui è andato a sbattere il quadro accusatorio che vedeva i due fratelli nel cerchio magico del boss dei Casalesi Michele Zagaria, sono state due. In primo luogo le esigenze cautelari per cui, essendo le presunte condotte illecite terminate nel 2010, manca il principio di attualità. Mentre dall’altro lato c’è il ragionamento tecnico dei giudici sulla qualificazione giuridica del concorso esterno in associazione mafiosa.

 

Secondo la Cassazione, il Riesame difetta di motivazione: non bastano i soli collaboratori di giustizia a chiarire la contropartita che sarebbe andata ai Diana dal pagare il pizzo a Zagaria: il denaro è stato sì versato e i Diana hanno denunciato anche se in ritardo; i due fratelli sono stati vessati con modalità meno aggressive toccate ad altri imprenditori, ma non viene esplicitato quale sia il loro vantaggio. I pentiti si sono contraddetti, cambiando versione e anche contraddicendosi a vicenda.

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Per la Dda, insomma, i Diana sono i soci di Michele Zagaria, per la Cassazione non hanno avuto alcun rendiconto da questa presunta amicizia. In quanto versavano comunque il denaro delle estorsioni al boss. E quel denaro finiva sempre in cassa comune dei Casalesi. Anche se non passando prima direttamente per la cosca Russo-Schiavone. E le loro scelte nette, quali le denunce contro il racket, cozzano con le fumose ricostruzioni dei pentiti. Le cui dichiarazioni, come nel caso dell’accusa di essere come una sorta di bancomat di “capastorta”, non sono state neanche verificate. Quando sarebbe bastato un semplice accertamento bancario.