Sono stati condannati a oltre 4 secoli di carcere i circa 40 imputati del processo sugli affari dei cartelli criminali satellite del clan Mazzarella sull’asse che lega San Giovanni a Teduccio, Ponticelli e i comuni dell’area Vesuviana, in particolare Marigliano e Brusciano. La vicenda si rifà ai fatti avvenuti dal 2014 al 2017, attraverso una serie di agguati e attentati tra i gruppi di Luigi Esposito o’ sciamarro, nipote di Salvatore o’ sciamarriello, e quello di Cristiano e Fortunato Piezzo.

 

La condanna più alta, come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma della collega Viviana Lanza, è arrivata proprio per il ras Luigi Esposito ’o sciamarro, condannato a 20 anni di carcere. Poi Alessandro Sposito, 17 anni; Gabriele Valentino, 16 anni e 8 mesi; Michele Minichini, 16 anni; Aldo Bastone, Ciro Taglialatela, Stefano Gallo e Vincenza Maione, tutti condannati a 16 anni di carcere. E ancora Antonio Foria, e Antonio Improta, 14 anni, Maria Grazia Cavone, 13 anni e 6 mesi, Alessandro Frasca, 13 anni e 4 mesi, Tommaso Schisa, 13 anni; Cristiano Piezzo, Antonio De Filippis, Luisa De Stefano, Antonio Morano, Andrea Morano, Pasquale Perrella e Massimo Pelliccia, hanno rimediato 12 anni di carcere a testa. Erson Nanaj e Luisa Tedesco, 11 anni. E ancora Mauro Marino, Daniele Napoletano, Salvatore Pasquale Esposito e Pasquale Esposito, tutti a 10 anni di carcere, Nunzio Trombetta e Raffaele Aurelio, 9 anni;Salvatore Palmieri e Antonio Tufano, 8 anni, Vincenzo Aurelio, 7 anni e 4 mesi; Fortunato Piezzo, 7 anni, Emanuele Lucenti, 6 anni, Eugenio De Cicco, 5 anni e 4 mesi, Valentino Sodano, 5 anni, Ciro Conte, 4 anni e 4 mesi; Teresa Ricciardi, 4 anni; Concetta Intocci, 3 anni e 4 mesi, Angelo Aniello Esposito, 1 anno e 2 mesi con pena sospesa e immediata scarcerazione. Assolte Maria Teresa Cinque e Carmela De Gais.