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Forse, ad insospettire gli agenti, è stato il suo comportamento, è apparso subito troppo nervoso, come avesse qualcosa da nascondere. I tutori dell’ordine lo hanno visto passeggiare a piedi in Via Chiatamone. Ha trascorso la serata sul lungomare di Napoli, ma quando ha visto la polizia ha avuto un sussulto, e così gli agenti hanno deciso di fermarlo e non hanno fatto male. Il 48enne Antonino Mauro, napoletano e con precedenti penali, era armato. Nella cintola dei pantaloni aveva una pistola pronta a sparare, una Beretta calibro 9×21 parabellum con matricola abrasa e un caricatore fornito di sei proiettili, di cui uno in canna pronto per esplodere al minimo tocco del grilletto.

Quando è stato bloccato e perquisito da una pattuglia che era in appostamento sulla strada che costeggia il lungomare e che porta in Via Santa Lucia, si è  mostrato stupito dell’arma, come se volesse far credere di non avere nulla a che fare con la pistola e che quasi era nella cintola dei pantaloni per caso. Ma la pantomima è durata pochi secondi, fino a quando gli agenti del commissariato non l’hanno disarmato e fermato.

L’uomo ha una parentela importante nel clan Bosti,
avendo sposato una delle cugine del capoclan

Il 7 novembre del 2017 è stato ferito nel corso di un agguato alle Case Nuove, zona a ridosso di Via Marina dove abita. I sicari lo affiancarono esplodendogli contro due colpi e uno lo ferì a una gamba. Il proiettile sfiorò l’arteria femorale e per poco non la recise. Soccorso e portato al vicino ospedale Loreto Mare fu ricoverato in chirurgia d’urgenza e operato. Probabilmente era armato perché aveva paura di subire un altro agguato. Domani mattina ci sarà la convalida del fermo davanti al gip.

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