Nove persone, ritenute componenti di una banda del buco, sono state arrestate a Napoli dagli agenti della sezione Antirapina della Squadra mobile. Gli indagati, tutti già noti alle forze dell’ordine, sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale partenopeo su richiesta della locale procura. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati contro il patrimonio con la tecnica del buco, rapina aggravata, furto aggravato, porto e detenzione di armi comuni da sparo.

Il 22 giugno scorso gli stessi indagati sono stati destinatari di un provvedimento di fermo emesso sempre dalla procura della Repubblica di Napoli. L’indagine ha avuto inizio dopo un tentativo di rapina commesso, il 27 febbraio 2019, ai danni di un ufficio postale del corso Vittorio Emanuele. In quell’occasione furono acquisiti elementi investigativi che hanno consentito di individuare alcune persone dedite stabilmente alle rapine a istituti bancari e attività commerciali, con questa tecnica.

 

E’ stata così accertata l’esistenza di una strutturata organizzazione criminale all’interno della quale sono stati individuati i ruoli ed i compiti assegnati ai vari complici. Tra questi un 77enne molto esperto nell’esecuzione delle rapine con questa tecnica che doveva individuava gli obiettivi da colpire ed osservare, in occasione sia dei lavori propedeutici di scavo, che dell’esecuzione delle rapine, l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.

Agli indagati vengono contestati una serie di episodi criminali: tentata rapina commessa il 27 febbraio 2019 all’ufficio postale di corso Vittorio Emanuele; furto commesso il 12 aprile scorso ai danni di una tabaccheria di piazza Nicola Amore; tentata rapina ai danni dell’Ufficio postale di via Bellini il 15 maggio scorso; rapina consumata il 4 giugno 2019 ai danni dell’Ufficio postale di via Pontano; rapina consumata l’11 giugno 2019 alla gioielleria Trucchi di via Santa Caterina a Chiaia. In quest’occasione, sotto la minaccia delle armi, fu immobilizzato un dipendente dell’esercizio commerciale e furono portati via orologi e oggetti preziosi per un valore di oltre 800mila euro. L’11 giugno, poche ore dopo la rapina, in un appartamento nel quartiere Ponticelli, dopo un rocambolesco inseguimento sui tetti degli stabili del “Lotto 0”, fu rinvenuta parte della refurtiva.