TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA:
CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Ancora una storia di violenze e abusi subiti all’interno della Chiesa. E’ la storia di Antonio (nome di fantasia), oggi 22enne, finito preda a 14 anni di un vero orco, che dal 2011 a 2013 lo ha reso vittima di ripetute violenze sessuali e psicologiche. Con l’aggravante che il carnefice e’ don C., il parroco al quale la diocesi di Napoli aveva affidato il ragazzo nel 2010 per un tirocinio pastorale che doveva completare la formazione che stava ricevendo in seminario. La sua storia, di indescrivibile sofferenza, viene riportata sul quotidiano online Faro di Roma. Per Antonio l’esperienza nella parrocchia, poco lontano da casa dei suoi, si era presto trasformata in un incubo, come attesta l’impressionante elenco di malattie, contratte in conseguenza di quanto subito dal sacerdote. Il cammino per la guarigione, lungo e in salita, dura da circa 6 anni e inizia quando Antonio riesce a prendere coscienza di quello che gli e’ capitato. Il cammino terapeutico inizia in un consultorio cattolico, dove al giovane viene suggerito di “perdonare”, un approccio che non lo aiuta. Tra l’altro l’anziana terapeuta che lo segue non redige una certificazione relativa agli abusi.

 

Ma un’altra dottoressa, quella della Asl, comprende che dietro a quelle forme cutanee, alle patologie muscolari e ai disturbi alimentari e comportamentali c’e’ qualcosa di molto piu’ grave. E a fine 2017 invia referto e paziente in un altro centro di psicoterapia, a Frosinone, diretto da uno psicologo sacerdote, don Ermanno D’Onofrio. Grazie a lui, psicoterapeuta esperto nel trattare con le vittime di abuso, e’ informata ufficialmente l’Autorita’ Ecclesiastica. E contro don C. iniziano due distinte procedure, quella presso la Procura di Napoli e quella ecclesiastica. Entrambe dovranno ora chiarire anche le responsabilita’ di chi per 5 anni non ha dato seguito alle prime denunce informali. Antonio – che finalmente ha iniziato a lasciarsi dietro le spalle incubi e disturbi, avendo finalmente realizzato che lui non ha nessuna colpa per quanto gli e’ accaduto – prende infine carta e penna e scrive a Papa Francesco, per raccontargli la sua storia. E ora attende di incontrarlo.

 

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA:
CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT