crollo torre annunziata

Divieto di dimora nel territorio della Regione Campania nei confronti dell’architetto Massimiliano Bonzani, è il provvedimento scattato nell’ambito delle indagini sul crollo del palazzo alla rampa Nunziante, a Torre Annunziata (Na), che il 7 luglio 2017 ha provocato la morte di otto persone. L’ordinanza di applicazione della misura cautelare, richiesta dalla Procura oplontina, emessa dal GIP presso il Tribunale di Torre Annunziata, è stata eseguita dai carabinieri e dal Commissariato PS di Torre Annunziata.

Dalle indagini, sono emerse infatti ‘falsità in atto pubblico’ nelle istanze urbanistiche, commesse dall’indagato, ‘falsità volte a fornire agli enti pubblici una rappresentazione dei luoghi non corrispondente allo stato reale e a nascondere l’illegittimità delle trasformazioni edilizie effettuate, in atto e da farsi’, sull’immobile crollato. Nella condotta tenuta da Bonzani – si legge nel provvedimento firmato dal Procuratore della Repubblica, Alessandro Pennasilico – è ravvisata una patente e sistematica illegalità, non avendo egli esitato a riportare false attestazioni in ordine alla legittimità urbanistica del fabbricato e alla rappresentazione della situazione di fatto dello stabile in una serie di atti, indirizzati ad uffici pubblici (Comune di Torre Annunziata e Agenzia delle Entrate), consentendo così ai proprietari dello stabile la realizzazione di interventi edilizi del tutto abusivi e ottenendo un aggiornamento catastale non corrispondente alla reale situazione dell’edificio, bensì agli interventi oggetto del progetto da realizzare.

Più specificamente, con tale condotta i proprietari del fabbricato, sulla base di atti, in cui veniva attestata la legittimità urbanistica dell’immobile (Scia e Cila ), e alla luce della nuova “falsa” situazione catastale, hanno avuto la possibilità di acquistare appartamenti abusivamente realizzati. Indagini approfondite sono ovviamente ancora in corso in ordine alle cause ed alle responsabilità del tragico crollo.