Immondizia, tutte le scuse di Luigi de Magistris

E’ mai possibile che quando si parla di crisi dei rifiuti, per Giggino è sempre colpa di qualcun altro? Una volta è colpa di Bassolino, un’altra di De Luca, poi del governo centrale. Ancora, la causa della mancata raccolta va ricercata nella gestione di Asìa, e quindi si agisce con l’allontanamento di Francesco Iacotucci e la creazione del cda, presieduto dall’ex decoratrice di dolci, Maria De Marco. Poi, la causa delle strade sporche, è imputabile nell’azione della pioggia che appesantisce l’umido. E nelle scorse ore, è arrivata l’ennesima nuova scusa di Luigi de Magistris. Sul fronte dei rifiuti, dice il sindaco, si registra «affanno, una precarietà continua perché se non si riescono ad avere impianti importanti e quindi se lo Stato e i governi regionali non investono sugli impianti diventa complicato. Napoli ha un milione di abitanti, con le persone che vengono dalla Campania e i turisti siamo a tre milioni. La Regione ci dà i flussi come se fossimo un milione, l’acqua di novembre ha aumentato del 20% il peso dei rifiuti. Si fa meno differenziata, gli impianti vanno in collasso, si guastano, si fanno le file dei camion». Così si è espressa la fascia tricolore partenopea, ospite della trasmissione Non Stop News su Rtl 102,5. E c’è di più, se l’è presa anche con Roma, «rea»  di aver «”drogato il mercato” perché la crisi di Roma ha portato a dei prezzi altissimi e se vogliamo comprare cinque compattatori in più o cinque bilici ci sono dei prezzi inaccessibili».

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E di nuovo col Governo e con le Regioni, che fanno nulla o poco «e i Comuni – dice Giggino – sono con il cerino in mano, anche se a Napoli ce la stiamo complessivamente facendo. I cittadini pagano tasse anche altissime perché molti Comuni, stando nelle procedure del pre dissesto e del dissesto, lo Stato gli impone le tasse al massimo, poi si prende i soldi per il debito e non ce li restituisce con i fondi di perequazione. Quindi l’assurdità è che diventiamo un bancomat e i cittadini se la prendono con il sindaco, che è il politico che sanno dove abita. A Napoli abbiamo capito che dallo Stato ci possiamo aspettare poco, io sono un autonomista convinto, datecela questa autonomia. Bruxelles potrebbe dare i fondi europei direttamente alle città invece di darli alle Regioni che ci mettono anni per darli alle città, è un sistema che non funziona». Lasciando stare le ultime considerazioni del sindaco sull’autonomia, argomento che tira sempre in ballo, soffermiamoci sulla frase: «A Napoli ce la stiamo complessivamente facendo». Con questa affermazione il sindaco denota o evidentissima distrazione, oppure fa sapere agli abitanti che non attraversa le strade della città da un po’ di mesi. Impossibile, infatti, non rendersi conto dei cumuli di rifiuti che costellano i diversi quartieri di Napoli. Tra l’altro, i partenopei sono sempre in attesa che Asìa pubblichi i dati della differenziata di agosto, che secondo fonti vicine all’azienda partecipata di igiene urbana, evidenzierebbero come la raccolta abbia subìto ulteriori flessioni.