La manovra costerà alle casse dell’ateneo napoletano quasi un milione e mezzo di euro.

Il rettore della Federico II, Arturo De Vivo, ha varato una manovra che impegna l’ateneo napoletano a offrire l’iscrizione gratuita, a garantire sconti e riduzioni delle tasse a quasi il 50 per cento dei suoi 75mila studenti. Una manovra che, come riporta un articolo di ‘Repubblica’, costerà alle casse dell’ateneo quasi 1 milione e mezzo di euro.

“Non possiamo permetterci di perdere matricole. Non possiamo permettere – afferma De Vivo – che per colpa della crisi i ragazzi rinuncino ai loro progetti universitari. Se non investiamo sul capitale umano, sulla formazione dei giovani, rischia l’intero Paese e il Mezzogiorno in particolare”. Si tratta di “una cifra importante”, ma non tutte le riduzioni graveranno sull’ateneo, visto che il ministero dell’Università ci metterà del suo, avendo deciso di ampliare la No Tax Area dai 13mila euro degli ultimi anni ai 20mila del prossimo.

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Per scelta del ministro Gaetano Manfredi e del governo, i ragazzi con reddito Isee entro i 20 mila euro accederanno gratis ai corsi universitari. Ed a Napoli, alla Federico II, la fascia degli esonerati dai contributi universitari si amplia fino a comprendere i ragazzi con reddito Isee entro i 24 mila euro.

Più nel dettaglio, per i redditi tra i 24 e i 26mila euro lo sconto sulle tasse sarà del 40 per cento (era del 30), chi presenterà Isee tra i 26 e i 28 mila euro pagherà il 30 per cento in meno, mentre diventa del 20 per cento lo sconto (e si raddoppia visto che era del 10) per chi ha Isee tra 28 e 30 mila euro. “Vantaggi sono previsti – aggiunge De Vivo – anche per i ragazzi meritevoli (sulla base dei crediti ottenuti durante l’anno accademico) e per quelli che devono iscriversi ai corsi di laurea magistrale dopo essersi laureati alla triennale con 110 e lode: per loro lo sconto sulle tasse è del 50 per cento”.

Per accedere agli sconti sulle tasse i ragazzi potranno presentare l’Isee dell’anno in corso, invece di quello che normalmente si basa sui redditi dell’anno precedente.