Fallimento Deiulemar
La sede della compagnia a Torre del Greco

di Giancarlo Tommasone

Con una settimana di anticipo sui tempi previsti, il giudice del Tribunale di Torre Annunziata, Valentina Vitulano, ha sciolto la riserva. Bocciato il ricorso presentato dai legali di Bank of Valletta. L’istituto di credito maltese, a giugno scorso, era stato oggetto da parte del Palazzo di Giustizia oplontino di un sequestro conservativo di 363 milioni di euro.

Sotto chiave, in Italia, erano finiti in totale titoli negoziabili per quasi 400 milioni di euro (per la precisione 392.774.566). Si tratta
del controvalore fissato al 31 maggio
del 2018. In seguito alla decisione era stato presentato ricorso, discusso l’11 luglio

Gli avvocati di BoV avevano chiesto la sospensiva della disposizione. Il ricorso però è stato rispedito al mittente e adesso si attende soltanto il verdetto sul merito. Nel caso fosse positivo, si registrerebbe un gran passo in avanti per cercare di recuperare una buona fetta del «bottino» sottratto ai 13mila azionisti truffati.

La protesta degli investitori di Deiulemar

Il buco aperto dal crac (avvenuto nel 2012) della società
di navigazione corallina era stato di circa 800 milioni di euro

Molte famiglie sono finite sul lastrico, nel «pozzo senza fondo» sono caduti finanche i risparmi di una vita, le buonuscite di numerosi pensionati, e le case di chi, per accaparrarsi titoli che si sono poi rilevati carta straccia, aveva ipotecato immobili.

Le ipotesi degli inquirenti

Una «manovra», quella della Deiulemar, che secondo le ipotesi degli inquirenti sarebbe stata agevolata da manine, provenienti da certi ambienti dell’alta finanza che avrebbero veicolato il tesoro scomparso. Inseguendo la scia lasciata dal denaro, i magistrati sono arrivati fino a Malta e a Bank of Valletta. I soldi interessati dal sequestrato del tribunale (cristallizzati all’epoca in 363 milioni di euro) sono quelli che si ritiene, appartengano ai tre consorzi di impresa – i trust Capital, Giano e Gilda – riconducibili agli armatori falliti.

La sede di Bank of Valletta

La scarcerazione di Angelo Della Gatta

In questi giorni ha fatto molto discutere, provocando tra l’altro l’ira dei truffati, la scarcerazione dell’imprenditore Angelo Della Gatta. Quest’ultimo è stato condannato a 11 anni e otto mesi dalla Corte d’Appello di Roma (è in attesa della Cassazione) a cui si sono aggiunti altri 26 mesi di cumulo pene per altri reati fallimentari legati all’affare Bayres, costola dell’inchiesta principale nata sulle tracce dei capitali nascosti dagli armatori nei paradisi fiscali.

Angelo Della Gatta e Maria Palomba

Nei mesi scorsi Della Gatta aveva ottenuto di poter lasciare i domiciliari per lavorare presso la farmacia della compagna, Maria Palomba, ex moglie dell’imprenditore Nazario Matachione. Poi, qualche settimana fa, è tornato in libertà.

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