Il corteo dei risparmiatori truffati dalla Deiulemar

Secondo i giudici della Cassazione l’imprenditore fallito può contare su altri cospicui introiti

Non il quinto dello stipendio, ma l’intero salario – circa 2.000 euro, che guadagna ogni mese, grazie al suo lavoro di impiegato – finirà nelle casse della curatela fallimentare della Deiulemar (compagnia armatoriale di Torre del Greco), per contribuire a risarcire le vittime del crac (buco da circa 800 milioni di euro, 13mila famiglie truffate). E’ la decisione dei giudici della Cassazione, che nelle scorse ore hanno respinto il ricorso presentato da Pasquale Della Gatta (imprenditore fallito). Ma perché Della Gatta dovrà rinunciare all’intero stipendio? Per i giudici, quei soldi non rappresentano l’unica fonte di sostentamento, potrebbe contare su altri introiti che risultano «sconosciuti», e che gli consentirebbero di condurre una vita assolutamente agiata. La notizia è stata riportata dal quotidiano locale Metropolis.