Il governatore Fico sfida il governo nazionale sul bando da 41 milioni di euro: “Ci opporremo a questa scelta”
Il progetto per la costruzione di un Cpr a Castel Volturno ha scatenato la prima vera tempesta diplomatica tra la Regione Campania e l’Esecutivo. La pubblicazione di un bando da 41 milioni di euro da parte di Invitalia ha ufficializzato l’intenzione di realizzare un Centro di permanenza per il rimpatrio nel Casertano. La struttura dovrebbe sorgere in località La Piana, su un’area di ben 63 ettari, a circa tre chilometri dalla statale Domitiana. Il governatore Roberto Fico ha immediatamente preso una posizione netta, dichiarando battaglia legale e istituzionale contro il provvedimento.
Le ragioni del no al Cpr a Castel Volturno
Il presidente della Regione ha espresso totale dissenso verso una soluzione che giudica punitiva per un territorio già fragile. Infatti, Fico sostiene che “ci opporremo: è una scelta che non condividiamo e che penalizza un territorio già complesso”. Secondo il governatore, la gestione dei migranti richiede integrazione e investimenti, non centri di detenzione amministrativa. Tuttavia, il governo procede spedito verso la realizzazione del complesso che ospiterà fino a 120 persone.
Dettagli del bando pubblicato da Invitalia
Il documento tecnico prevede una spesa ingente per blindare la legalità nell’area. Oltre alle zone residenziali per i migranti, la nuova struttura avrà spazi riservati all’espletamento delle attività delle forze dell’ordine e uffici operativi. Nonostante l’importo milionario, le realtà sociali locali temono che l’opera trasformi la zona in un ghetto. Pertanto, la tensione tra le parti è destinata a inasprirsi nei prossimi mesi.
La reazione del vescovo e delle associazioni
Non solo la politica locale contesta il Cpr a Castel Volturno, ma anche il mondo ecclesiastico e civile. Monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Capua e Caserta, ha parlato di “una scelta che mi addolora profondamente”, definendola un’offesa per un territorio spesso mortificato. Anche Libera e il comitato Don Peppe Diana hanno chiesto l’immediata sospensione del bando. Queste associazioni ritengono che i centri di rimpatrio rappresentino il punto più estremo di un sistema fondato sulla repressione.
La difesa del progetto da parte del centrodestra
Dall’altra parte della barricata, Fratelli d’Italia e Lega rivendicano la bontà dell’investimento. Il parlamentare Gianpiero Zinzi ritiene che la struttura sia necessaria per rafforzare la sicurezza in Campania. Secondo l’esponente della Lega, stupisce che la sinistra si opponga per ragioni ideologiche, cedendo alla solita sindrome nimby. Intanto, Gimmi Cangiano di Fdi parla di una svolta storica per sottrarre il territorio al degrado e all’immigrazione irregolare.
Impatto sul territorio della località La Piana
La scelta della Piana come sito per il Cpr a Castel Volturno solleva dubbi sulla sostenibilità urbanistica. L’area è vasta e si trova non lontano da zone periferiche già densamente popolate. Per questo motivo, i parlamentari dem Stefano Graziano, Piero De Luca e Marco Sarracino hanno duramente attaccato il governo. I deputati parlano di una scelta scellerata che tenta di mettere una toppa a un vero e proprio fallimento delle politiche migratorie nazionali.
Tensioni parlamentari e scontro ideologico
Il dibattito si è spostato rapidamente nelle aule della Camera e del Senato. Francesco Emilio Borrelli di Avs ha accusato l’Esecutivo di voler scaricare tensioni sociali su un comune già in estrema difficoltà. Al contrario, la maggioranza sottolinea come i 41 milioni di euro rappresentino una presenza dello Stato finalmente tangibile. Quindi, il confronto pubblico richiesto dalla cittadinanza sembra ancora lontano dal realizzarsi mentre il bando prosegue il suo iter.
Integrazione contro marginalizzazione nel Casertano
Il tema centrale dello scontro riguarda il modello di accoglienza da adottare. Per il governatore Fico, le politiche migratorie vanno affrontate con un approccio basato su lavoro e legalità. Egli rifiuta soluzioni che puntano alla concentrazione delle persone irregolari in un unico punto nevralgico. Per tale ragione, la battaglia contro il Cpr a Castel Volturno diventa un simbolo della difesa dell’autonomia regionale contro le decisioni centraliste.
Prospettive future per la cittadina domiziana
Se il progetto dovesse andare in porto, i lavori inizierebbero entro breve tempo. Le forze dell’ordine avrebbero a disposizione sale operative moderne e aree di prima accoglienza attrezzate. Tuttavia, il dissenso religioso e associativo promette manifestazioni e ricorsi amministrativi. Mentre il centrodestra esulta per i fondi in arrivo, la sinistra promette barricate per proteggere la dignità dei residenti e dei migranti stessi.
Conclusioni aperte sul braccio di ferro istituzionale
La partita sul Cpr a Castel Volturno è appena iniziata e promette di durare a lungo. Il bando di Invitalia scade a breve, ma la pressione politica potrebbe portare a rallentamenti inaspettati. In conclusione, la Campania si trova al centro di una disputa nazionale sulla gestione dei confini e della sicurezza interna. Solo i prossimi mesi diranno se prevarrà la linea del rigore voluta dal governo o quella dell’accoglienza difesa da Fico.

















