Controlli sanitari e qualità: la cozza campana punta al marchio IGP tra allarmi epatite e rilancio della filiera
di Romualdo Scotto di Carlo
La cozza campana tra qualità e sicurezza
«Si scrive “Oro Nero” IGP, si legge qualità e salute del consumatore». A sostenerlo Fiorella Zabatta, assessore alla pesca della Regione Campania. «Il nostro impegno a tutela della cozza e per la promozione della mitilicoltura campana -ha garantito la Zabatta- passa per una intensa azione di monitoraggio, supporto agli operatori professionali e vigilanza sanitaria».
L’allarme epatite A e il blocco temporaneo
Un tema quanto mai attuale, visto l’inatteso picco di casi di epatite A registrato negli ultimi mesi, che ha portato al fermo momentaneo della commercializzazione delle cozze flegree. Se ne è discusso al convegno “L’Oro Nero del Tirreno: percorsi e prospettive per la Cozza IGP Campana”, promosso dal GAL Parthenope e moderato dalla giornalista Floriana Schiano Moriello.
Il confronto tra istituzioni e operatori
Un confronto serrato e proficuo, che ha visto una sinergia proficua tra operatori del settore, esperti e istituzioni. Sorvegliate speciali le acque reflue che, con le abbondanti piogge degli ultimi mesi, hanno messo a rischio la salute dei nostri mari. Costanti e ricorrenti sono però i controlli, svolti con procedure univoche sul territorio nazionale.
Controlli e rassicurazioni per i consumatori
La tradizionale zuppa di cozze del Giovedì Santo è così salva: a garantire sulla efficienza dei controlli sono stati Marco Esposito, Direttore della Unità Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria della Regione Campania, e Giuseppe Iovane, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Il ruolo delle organizzazioni di produttori
Interlocutori attenti e disponibili i rappresentanti delle due Organizzazioni di Produttori campani, Fabio Postiglione e Raffaele Schiavone.
Il percorso verso il riconoscimento IGP
A Vincenzo Peretti, della Federico II, il compito di riportare l’attenzione sul percorso per addivenire alla attribuzione del riconoscimento IGP per la cozza campana. «La cozza campana -ha sostenuto Peretti- è un patrimonio da tutelare e valorizzare esaltandone sempre di più la qualità. E in questo -ha concluso- la collaborazione tra istituzioni e operatori professionali è preziosa».

















