per i malati gravi
Paolo Ascierto

L’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito il farmaco anti artrite rematoide usato contro la polmonite interstiziale causata dal Coronavirus, sperimentato al Pascale, nella lista dei medicinali per il trattamento dei casi più critici.

Nuovo aggiornamento nelle linee guida per il trattamento dei malati di Covid: l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha inserito due farmaci che bloccano il recettore dell’interleuchina-6, tocilizumab e sarilumab, due anticorpi monoclonali usati anche per l’artrite reumatoide. I due farmaci sono indicati per i malati in condizioni gravi e vanno presi insieme ai corticosteroidi, come spiega l’Oms sul suo sito.

Si tratta dei primi medicinali rivelatisi efficaci contro il Covid, dopo i corticosteroidi raccomandati dall’Oms lo scorso settembre. Questi anticorpi monoclonali agiscono bloccando l’eccessiva reazione immunitaria che spesso si sviluppa nei malati di Covid. La decisione è arrivata sulla base dell’analisi dei dati di oltre 10.000 pazienti coinvolti in 27 studi clinici, che hanno mostrato una riduzione delle morti del 13% rispetto alle cure standard e del 28% delle probabilità di essere sottoposti a ventilazione meccanica. Ció significa che si hanno 15 morti in meno ogni 1000 pazienti e 23 pazienti in meno intubati.

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“Questi farmaci offrono una speranza a pazienti e familiari colpiti dall’impatto devastante delle forme gravi di Covid, anche se rimangono inaccessibili e fuori dalla portata della maggior parte del mondo”, sottolinea il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. La distribuzione iniqua dei vaccini, continua, “significa che gli abitanti dei paesi a basso e medio reddito sono piú a rischio di forme gravi di Covid. Il maggiore bisogno di questi farmaci è proprio nei paesi che attualmente vi hanno meno accesso. Serve un cambio urgente su questo”.

Per migliorare l’accesso a questi prodotti salva-vita, l’Oms chiede alle aziende di ridurre i prezzi e rendere disponibili le forniture per i paesi a basso e medio reddito, soprattutto quelli dove il Covid è in aumento, oltre a siglare accordi trasparenti. Ha manifestato anche interesse a inserirli nel suo Programma di Prequalificazione dei Farmaci, con cui allarga la disponibilità di farmaci forniti dalle organizzazione internazionali per bisogni urgenti di salute, garantendone la qualitá e riducendo i prezzi.

Ascierto: questa ricerca dimostra che esistono delle soluzioni terapeutiche di supporto al trattamento dei pazienti Covid

E proprio il Tocilizumab, sperimentato all’Istituto per i Tumori Pascale di Napoli dal professor Paolo Ascierto, secondo l’agenzia dell’ONU, avrebbe ridotto del 13 % la mortalità dei pazienti affetti dal virus.

“E’ una soddisfazione – dice il Direttore generale dell’Istituto dei tumori di Napoli, Attilio Bianchi – per tutti noi constatare che nell’anno più drammatico della sanità mondiale, i nostri ricercatori abbiano contribuito a dare una mano fattiva alla pandemia. Le ultime linee giuda dell’Oms confermano i nostri studi sul Tocilizumab, e siamo veramente felici di aver contribuito a salvare tante vite umane, che poi è la mission del nostro Istituto”.

“Il Covid-19 – afferma Paolo Ascierto – è una malattia grave e questa ricerca dimostra che esistono delle soluzioni terapeutiche di supporto al trattamento dei pazienti che ne sono affetti, inibendone la progressione o addirittura riducendone il rischio di morte. Per noi degli ospedali Pascale e Cotugno di Napoli, la somministrazione del Toci non sarebbe stata possibile senza il contributo del collega Vincenzo Montesarchio, questo è un risultato molto importante che testimonia che le nostre osservazioni erano giuste”.

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