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Covid, il 31 marzo termina lo stato di emergenza: addio al Green pass?

Dal 1 aprile si aprirà una nuova fase sull’allentamento di regole, misure e restrizioni in Italia, ma al centro dell’attenzione c’è sempre il certificato verde.

Il 31 marzo 2022 scadrà lo stato di emergenza in Italia. Che, come annunciato dal premier Mario Draghi, non verrà prorogato. “La situazione epidemiologica – ha detto il presidente del Consiglio nei giorni scorsi – è in forte miglioramento, grazie al successo della campagna vaccinale, e ci offre margini per rimuovere le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese”.

Ma la fine dello stato di emergenza vuol dire anche il definitivo accantonamento del Green Pass? Non è esattamente così. La crisi della guerra in Ucraina ha monopolizzato l’attenzione mediatica, ma resta aperto il dibattito su un tema che ha sempre diviso le forze politiche.

“Io penso che dobbiamo valutare passo dopo passo. L’impegno del governo è quello di superare lo stato d’emergenza. E superare lo stato d’emergenza non significa d’un tratto magicamente essere fuori da ogni vincolo, perché il Covid continua ad essere una sfida con cui fare i conti”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo a una domanda dei giornalisti, a margine di un evento a Firenze, a proposito della possibilità di far cessare il Green pass dopo il 31 marzo. Insomma, più che un’eliminazione, lo scenario più probabile prevede una rimodulazione del certificato verde in base all’andamento della pandemia. Partendo, ad esempio, dai luoghi all’aperto.

Cosa succede il 15 giugno

Una sorta di percorso a tappe che, però, dovrebbe lasciare l’obbligo del Green Pass sul luogo di lavoro almeno fino al 15 giugno. Data in cui scade l’obbligo vaccinale per gli over 50. A preoccupare maggiormente, infatti, è proprio un ritorno in ufficio di massa una volta terminata, proprio dal 31 marzo, l’esperienza dello smart working.

Un’altra ipotesi prevede il passaggio al Green Pass base per lo svolgimento di quelle attività che oggi richiedono il certificato rafforzato. Mentre potrebbe esserci la definitiva abolizione, come detto, per eventi e locali all’aperto.

Lo stesso Draghi nelle scorse settimane si è espresso sul tema dicendo: “Metteremo gradualmente fine all’obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all’aperto, tra cui fiere, sport, feste e spettacoli. Continueremo a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti a intervenire in caso di recrudescenze”.

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