lunedì, Gennaio 24, 2022
HomeSanitàSiamo solo consumatori nel supermarket della pandemia?

Siamo solo consumatori nel supermarket della pandemia?

di Mariangela Capparella

Un reporter non dovrebbe parlar di sé ma di fatti, cose, persone terze; io però oggi sento l’obbligo di denunciare in prima persona la storia di chi, in contro corrente, cerca di risalire il corso di un fiume di bugie ed abusi.

Alludo alla narrativa forzata in materia di “green pass”, vaccini, tamponi e dispositivi vari anti Covid 19, e dell’effetto di tale propaganda manipolatoria sulle situazioni istituzionalmente libere di una cittadina italiana.

Il Covid 19 e quella narrativa forzata in materia di green pass

Certo, mi è chiara la gravità assoluta della pandemia che ha ucciso milioni di persone nel mondo e decine di migliaia in Italia, che ha messo in pericolo la nostra sicurezza economica, oggi contrapposta a quella di altri paesi (che sulla catastrofe devono speculare e dalla crisi devono riprendersi prima dei competitori). Mi è anche ben chiaro che, per citare Cicerone, “Salus Populi Suprema Lex Esto”, ovvero la sicurezza dello stato è l’obiettivo primario, ma sono oggi a contestare la massa di balle con cui ci indorano delle pillole e la ambiguità di procedure che potrebbero nascondere interessi diversi dalla “Salus Populi”.

Prima di diventare un’ operativa dell’informazione, sono stata un militare di marina in servizio al Corpo delle Capitanerie di Porto, addetta alla polizia giudiziaria, ho anche studiato per qualche anno giurisprudenza e poi scienze infermieristiche, poi impegnativi studi forensi… ho lavorato per il Tribunale di Roma e, da consulente privata per la sicurezza sanitaria, per alcuni committenti privati come la famiglia reale Al Saud e per la Fondazione del Principe Agha Khan. Per le società di AKFED, che controllava aviazione generale di Olbia, Yacht Club di Porto Cervo e le compagnie Meridiana e Air Italy, mi sono trasferita in Olbia alcuni anni fa ed ho continuato a fare da pendolare con la mia Civitavecchia, città natale.

La mia carriera da infermiera, sostituita da impegni altrimenti gratificanti, è sfumata per un motivo preciso: a seguito di massicce vaccinazioni ho avuto reazioni devastanti per la mia salute ed ho dovuto abbandonare quei sogni riservati alle persone di “sana e robusta costituzione”. Anche molti militari in realtà hanno dovuto affrontare problemi simili, i mix di vaccini (obbligatori per impieghi speciali e missioni estere) hanno fatto vittime. Molti paesi NATO guardano ai nostrani casi di decesso fra i veterani di missioni combat, quelli che chiamiamo “morti da uranio impoverito”, come casi di vittime di vaccini: solo l’Italia ha teorizzato il problema “depleted uranium”, forse per nascondere le responsabilità di alcuni vaccini?

«Da non vaccinata il mio quotidiano è diventato un incubo»

Si comprenderà – spero – la preoccupazione e la prudenza (nel farsi vaccinare per il SARS Covid 19) di una donna che ha rinunciato alla sua divisa ed al suo camice per un vaccino di troppo. I medici non hanno grandi parametri per pronunciarsi al proposito: tutti i vaccini disponibili sono stati pensati, realizzati e commercializzati troppo in fretta perché davvero ci sia stato il tempo di studiarli. Non dico che non funzionino o che gli enti autorizzatori siano stati superficiali, dico solo che i miei specialisti non hanno avuto modo di capire se il mio organismo, massacrato da precedenti profilassi e oggi deficiente di anticorpi, potrebbe sopportare uno dei nuovi strumenti di sanità pubblica ovvero un Astra Zeneca, uno Johnson (vaccini a vettore virale non replicante) o altri a mRNA.

Ebbene, da non vaccinata il mio quotidiano è diventato un incubo, una sorta di fatica erculea che vorrei raccontare, ci sono cose da denunciare pubblicamente.

Da pendolare fra Civitavecchia ed Olbia io oggi non pendolo più, perchè non sono ammessa sui traghetti, che partono sotto casa e che comodamente mi portavano sul luogo di lavoro, perché trattasi di navi interregionali; non sono neanche ammessa sui voli per Olbia in partenza da Roma, perché tutti i voli richiedono il “green pass”, alternative non ne ho perché in auto non si può andare in Sardegna, e neanche a nuoto, con tutta la buona volontà.

Nella città dove io stessa verificavo ed assicuravo standard di sicurezza sanitaria ai miei committenti, mi trovo oggi impossibilitata a lavorare perché la mobilità fondamentale mi è preclusa. Non alludo solo al divieto di accesso a qualsiasi servizio o ufficio (vogliamo parlare della assurda situazione degli uffici giudiziari, che son divenuti inespugnabili roccaforti?), non penso ai ristoranti, cinema, alberghi, palestre e simili a me vietati, ma denuncio la impossibilità di minima necessaria logistica e trasporto di sopravvivenza.

Tre questioni cruciali

Andiamo ad analizzare dunque tre questioni appena accennate ovvero 1) potenzialità e limiti del “green pass” alla luce dello status distribuzione e dinamica dei vaccini e dei tamponi in Italia 2), competenza regionale in materia di sanità e vaccini 3) coerenza degli uffici ed ufficiali della pubblica amministrazione nell’ affrontare le emergenze.

1) Il green pass viene rilasciato (dalla Agenzia delle Entrate: e questa è un’anomalia ancora da chiarire in tutta la sua portata) a chi si è vaccinato con uno dei prodotti approvati in Italia più a chi si è vaccinato con Sinovac, Sputnik ed altri succedanei dei vaccini occidentali, questi ultimi ritenuti più affidabili dalla bibliografia scientifica universale.

Ebbene non solo la credibilità di un vaccino prodotto dalla Johnson & Johnson (multinazionale americana che notoriamente ha fatto ricorso alle procedure fallimentari al fine di non pagare due miliardi di dollari alle vittime, per lo più fasce deboli, dei suoi prodotti a base di talco, che dolosamente ha propalato al mercato fino a che le autorità non hanno potuto più tollerare) o dalla AstraZeneca (autorizzato e ritirato a più riprese dal nostro mercato e ad oggi non ammesso sul territorio degli Stati Uniti) non è tale da convincere una persona mediamente diligente, ma c’è da notare che il fatto stesso che il green pass sia concesso, previo booster con Moderna (sospeso agli under 30 in numerose nazioni) o Pfizer anche a chi si sarebbe vaccinato in Cina con Sinovac o in Russia con Sputnik, “ufficialmente” non validi e non utili, evidenzia come il “green pass” sia uno strumento arbitrario.

In effetti per le cd. Terze dosi Astra Zeneca e Johnson sono spariti, nessuno chiarisce ma quanto pubblicizzato come super sicuro oggi è ammassato nei depositi è NON piu utilizzato. Utilissimo per la remunerazione dei cittadini diligenti, che vengono premiati, con accessi generalizzati ai servizi necessari e superflui, per l’essersi prestati al grande esperimento di sicurezza sanitaria finalizzato alla possibile immunità collettiva (anche detta “di gregge”), il green pass non sembra essere però una certificazione oggettiva di non infettività. Poiché poi vien concesso anche a chi ha fatto un tampone, bisogna accennare al fatto che il test rapido, oggi di moda, è un prodotto delle industrie cinesi, quale la Boson (Xiamen Boson Biotech Co. Ltd. ) o altre, sperimentato e validato agli albori della epidemia, e subito vietato dalle autorità cinesi, dal marzo e aprile 2020 (come dalla sottoscritta direttamente verificato con un ordine del 27 Marzo che fu bloccato per prodotto non idoneo) perché inutile, pericoloso (veicolo esso stesso di infezione come verificatosi in Canada con partite contaminate dal virus) e sostanzialmente considerato non affidabile.

«I test rapidi? Una sorta di biscotto cinese»

Mancanti di veri studi sulla accuratezza e specificità, deboli in quanto a validazioni cliniche (se avessi gli anticorpi potrei essere positivo ma non ammalato e viceversa, così verificato nelle poche decine di casi analizzati) i test rapidi restano ad oggi funzionalmente una sorta di “biscotto cinese” delle predizioni oracolari e non un indicatore di infezione, cosa verificabile scientificamente solo con analisi serie di laboratorio. E’ degli ultimi giorni la notizia ufficiale divulgata in Italia che i tamponi rapidi sbaglierebbero nel 50% dei casi: una assurdità consentirne l’uso (io faccio il test, e sempre che l’addetto sia capace e non negligente, ho il 50% di possibilità che ci azzecchi? Testa o croce con monetina sarebbe più affidabile!).

Perché siam pieni di test rapidi? Perché prodotti al costo di pochissimi centesimi di euro, messi in vendita inizialmente a circa un dollaro sono stati acquistati da mediatori senza scrupoli e validati frettolosamente da agenzie compiacenti ed autoreferenziatesi a catena, poi immessi sul mercato a prezzi iniziali di 25\30 euro al pezzo e finalmente a prezzi abbordabili, dieci volte più economici, ma sempre dieci volte più cari del loro costo, tanto da divenire un sostenibile obolo rituale, simile a quello delle mascherine logore e distratte portate a mo’ di reggigozzo da molti, in moderne tecniche di sostegno psicologico sociale per masse, rassicurate da questa (economica) circolazione di dispositivi inutili. Quindi se il green pass vien rilasciato a chi ha fatto vaccini improbabili o test rapidissimi e leggerissimi, che valenza oggettiva potrà esso mai avere?

2) Regione e Vaccini: le competenze in materia di sanità sono regionali, inoltre dice la nostra Costituzione all’ art. 32 che i trattamenti sanitari possono essere imposti solo con legge: dove è quindi la decisione della Regione Sardegna, in combinato con legge dello Stato, che individua la necessità e dispone l’obbligo vaccinale o che semplicemente disciplina quanto sta accadendo? Non c’è necessità perchè Il centro per le malattie infettive di Atlanta in Georgia ed il suo famosissimo direttore Fauci sostengono chiaramente che i soggetti vaccinati son protetti (per alcuni mesi) ma possono trasmettere il virus (sia da asintomatici che da malati), quindi sarebbe impossibile stabilire per legge tale necessità ed obbligo, per carenza del presupposto fondamentale. E il vaccinato non può neanche essere privilegiato nei suoi movimenti, perchè contagia. Sarebbe quindi auspicabile un intervento della Regione Sardegna per rimettere a posto le cose e regolamentare gli eccessi di potere che si stanno verificando ovunque.

Inoltre non solo riporta Harvard (Prof. Subramanian, Docente di salute della popolazione) che paesi con percentuale più elevata di popolazione completamente vaccinata hanno casi di coronavirus più elevati per milione di persone, soprattutto in Israele, ma le informazioni disponibili sulla nuova variante, figlia della variante delta, lasciano supporre agli analisti dell’Imperial College di Londra che la fine della pandemia sarà data solo dall’auspicato divenire prevalente di un ceppo modificato del Covid, più contagioso e meno violento. Il Governo giapponese poi ha annunciato che la variante Delta si è naturalmente spenta nell’arcipelago imperiale, perché una mutazione la ha resa blanda e praticamente intrasmissibile.

La soluzione: lasciar diffondere il ceppo meno cattivo

Quindi la soluzione finale, secondo i più qualificati scienziati al mondo, è nella diffusione del ceppo meno cattivo, attraverso una naturale distribuzione fra la popolazione e non attraverso l’immunità di gregge vaccinato, questo riporta la questione vaccino nell’ambito delle scelte individuali di chi vuol (o vorrebbe) vaccinarsi per star tranquillo e non nell’ambito della sicurezza sanitaria pubblica. Certo pubblicizzare la campagna di prevenzione, fornire supporto e assumersene i costi è cosa buona e giusta da parte del Governo, i numeri delle vittime grazie al vaccino son sotto controllo. Ma va anche rilevato che laddove interessi di gruppi o aziende si son fatti sentire le esigenze di sicurezza vaccinale son state dimenticate, infatti è stata disattesa la regola prima e fondamentale della distanza fra individui ed è possibile viaggiare stretti come sardine su treni, mezzi pubblici o stadi. In realtà bisognerebbe controllare soprattutto i trasporti aerei come sta facendo la Gran Bretagna. Verificare quando queste lobby si limitano a perimetrare i propri interessi e quando invece dovessero arrivare a corrompere o forzare la attività degli amministratori.

3) A questo punto bisogna ricordare che la pubblica amministrazione persegue gli interessi suoi propri e quelli collettivi sulla base di coerenti azioni che devono rispettare gli idonei parametri di riferimento (e trattandosi di pandemia tali parametri devono essere mondiali, ovvero OMS, ed europei ovvero NATO, OSCE, OCSE, Consiglio d’Europa, altre organizzazioni ed Unione Europea) e che sarebbe eccesso di potere amministrativo (e quindi abuso di ufficio ai sensi del codice penale laddove un funzionario dovesse “eccedere” per finalità patrimoniali proprie) far la guerra al Covid a come gli gira o a come gli torna comodo.

Per essere chiari il cittadino si vaccina nel proprio interesse se liberamente se la sente o, nell’interesse pubblico, se l’autorità lo imponesse motivatamente e responsabilmente con legge, ma non è lecito premiare chi si vaccina perché ubbidiente unità dell’ insieme “gregge”, cui consentire remunerazioni agli altri proibite, o addirittura l’esclusivo accesso alla logistica fondamentale, il godimento privilegiato delle irrinunciabili libertà civili, negate ai disubbidienti.

Il green pass è una patente di non pericolosità?

Vien detto invece dalla propaganda che il titolare di “green pass” non è infetto né infettivo e quindi può circolare, a differenza del non “marchiato”, che sfugge al censimento. A prescindere dalle enormi responsabilità in materia di tutela della sfera privata dei cittadini (chi ha accesso ai dati dei green pass? Può il governo sapere dove ero, con chi, cosa facevo e quindi profilarmi a fini fiscali, preventivi, di controllo politico? Come mai, come detto anche sopra, è l’Agenzia delle Entrate a fornire la piattaforma di distribuzione del certificato verde?) qui si vuol denunciare il fatto che si presenta il green pass come “patente” di una non pericolosità che invece permane nel soggetto certificato, perché anche se vaccinato resta un potenziale veicolo di infezione (come confermato dal Prof. Fauci), perché vien certificato anche se è vaccinato con prodotti inidonei o perché i suoi anticorpi son scaduti o perché ha fatto un rapid test che non attesta nulla di scientificamente valido. Chi è senza l’inutile “green pass” vien pertanto privato di fondamentali libertà al solo fine di creazione di un divario sociale che privilegia il cittadino “libero” di vaccinarsi, monitorato in modo aggressivo.

Quali i risvolti di tutto ciò? Che non c’è logica nell’azione governativa e collettiva di contrasto alla pandemia e soprattutto nella competizione economica, politica e morale con i competitors russi, cinesi ed indiani (paesi paradossalmente più lineari nelle loro politiche perché dichiaratamente oppressivi e teorici di una democrazia non liberale) e che non c’è vera logica nell’azione dei singoli, i quali a volte son spinti da programmi degni di un gioco a premi o di una televendita e si vaccinano perchè premiati oppure si tamponano inutilmente.

La sottoscritta però non può andare al lavoro, non può far nulla, non può neanche entrare in un tribunale senza appuntamento che -da tempio del diritto- è divenuto ottusa roccaforte di intransigenza e burocrazia sanitaria. Moltiplicato per milioni di persone siamo difronte ad una massa di emarginati, disadattati, isolati ma soprattutto siamo difronte ad un popolo italiano cui vien detto qualcosa che non corrisponde al vero ed a cui, a questo punto, si potrà spudoratamente mentire su tutto.

In verità su tante emergenze i responsabili delle nostre politiche pubbliche hanno fatto orecchie da mercante, disinteressandosi di grandi temi quando non c’erano le lobby a far focalizzare le loro attenzioni e quando si son avvicinati a temi economicamente rilevanti lo han spesso fatto privilegiando interessi ed aspetti cari alle aziende (o aziendali dello Stato) rispetto a quelli dei cittadini.

Forse c’è l’interesse di favorire un competitor politico internazionale…

E questo è il punto: mi vien vietato di prendere il traghetto, l’aereo o di entrare in tribunale perché questo serve alla sicurezza dello Stato? o perché questo è utile al business ed al marketing di aziende private e di individui che non vogliono prendersi la responsabilità (forti della esperienza Johnson, per esempio) supportati da personaggi, funzionari pubblici, che hanno un interesse privato in tutto ciò? O peggio l’interesse di favorire un competitor politico internazionale? Le domande non son retoriche perché in soli due anni abbiam visto banchi a rotelle non indispensabili comprati con soldi pubblici per gli studenti italiani a cui non servivano affatto, abbiam visto primule vaccinali, incarichi a consulenti pagati follemente per propalare progetti inutili, abbiam visto test inutili, mascherine farlocche a prezzi fintamente calmierati (esemplare al proposito l’inchiesta a più puntate di Francois de Quengo de Tonquedec con Giacomo Amadori su la Verità), abbiam visto truppe speciali russe studiare in quel di Bergamo i primissimi casi italiani a vantaggio di ricerche militari di un paese non amico, abbiam visto intelligenza economica con la Cina ed altri paesi. Ne abbiam viste tante, le stesse mascherine mi spaventano: provate ad indossare una simil FFP2 comprata in parafarmacia e testate il vostro livello di ossigeno con l’apparecchio che ha spopolato in questi mesi, vedrete che spesso le mascherine son pericolose perché il vostro ossigeno scende verticalmente molto sotto la soglia di sicurezza, mi è capitato in volo e credetemi c’è da spaventarsi per un rischio svenimento o collasso…

Perché non posso viaggiare in aereo o in traghetto? Due le possibili risposte

Quindi chiedo: mi vien proibito il traghetto e l’aereo per Olbia perché è questione di sicurezza nazionale o perchè è interesse diretto o indiretto di qualcuno, e quindi abuso? Siamo di fronte a governi che dall’inizio della emergenza si son dichiarati legibus solutus (penso alla arroganza del Super Commissario Arcuri che sosteneva di “non aver voglia di spiegare” i suoi acquisti a dir poco imprudenti), non accuso il povero Draghi che ha ereditato una situazione dinamica, che non sarebbe stato possibile invertire senza ulteriore caos sanitario, ed infatti bene è stato che il Ministro Speranza che aveva intrapreso quel percorso confuso e omissivo (si pensi alle pressioni sull’OMS perché nascondesse le negligenze italiche) sia rimasto al suo posto, almeno son chiare le eventuali responsabilità.

Siamo solo consumatori in un grande mercato, dove i preposti fanno affari in nome della pandemia?

Leggi anche...

- Advertisement -