Il marito ruba al clan, lei è costretta a vendersi perfino il televisore

La donna sconta gli effetti dell’azione del consorte, che ha rubato 800mila euro al clan

Il marito, fino a pochi mesi prima era considerato un elemento di spicco di un clan di Fuorigrotta, quello guidato dal narcos Mario Cerrone (che dopo il suo arresto, passerà a collaborare con la giustizia). Ma Mario I., purtroppo per lui e per la sua famiglia, ha violato una regola fondamentale della camorra: ha rubato dalla cassa comune della cosca, alla quale appartiene. L’ammanco ammonta a 800mila euro, e per il ras (che era stato chiamato a rivestire il ruolo di «tesoriere») non c’è altra strada che la fuga. Naturalmente, il comportamento di Mario I. (generato dal vizio per le donne e per il gioco d’azzardo) ha ripercussioni importanti anche per la consorte.

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La donna, stando al contenuto di una serie di intercettazioni (telefoniche e in ambientale), viene a trovarsi all’improvviso, in una situazione drammatica dal punto di vista economico. Passa infatti da uno stipendio di seimila euro al mese, a nulla. E inoltre deve fare i conti con gli effetti del furto, operato dal marito nei confronti del clan. In pochi giorni, la moglie del ras «infedele» è costretta a vendere prima l’auto, poi perfino i televisori che ha in casa, per fare liquidità.

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Anche l’abitazione in cui vive la donna, è stata comprata con denaro proveniente da quello sottratto alla cosca, e il clan gliela «sequestra», nel frattempo che si chiariscano le cose e riceva una sorta di «piano di rientro». Dall’attività di intelligence effettuata dagli 007 dell’Antimafia, emerge che la donna, ha un debito consistente anche un orefice, «dal quale ha acquistato dei regali importanti», è riportato nero su bianco, in una informativa di polizia giudiziaria.