Una partita può costare fino a 1200 euro.

E pensare che pochi giorni fa le immagini per la Champions Isl mostravano la piscina Scandone in tutta la sua bellezza. Ma, come troppo spesso accade in questa città, quando si tratta di dover tenere in vita i suoi punti di forza e vanto, l’apparenza inganna e neanche poco. Sì perché, come riporta un articolo del ‘Mattino’, anche lo storico impianto napoletano paga il peso di costi (tra acqua calda, gas, luce) troppo alti, che hanno portato alla chiusura di due sue piscine, che si uniscono a quanto già accaduto a Barra, Monfalcone e Scampia, dove i piccoli disabili si sono ritrovati senza più uno spazio tutto loro in cui poter nuotare.

Spese che alle squadre di pallanuoto costano cifre troppo alte. Quelle che hanno portato la Canottieri a emigrare verso Casoria, dove paga 300 euro a partita. A fronte dei 654 (senza contare i 150 per l’ambulanza e i 60 per medico e costi di tabellone) che devono sborsare Posillipo e Cesport (che, per il momento, resistono). Costi aggiuntivi, in altre parole, che possono far costare una partita anche 1200 euro.

ad

La Federnuoto ha aperto un tavolo con il Comune di Napoli, sottolineando la presenza di 100 volontari messi a disposizione per non far chiudere le piscine, consentendo alle migliaia di bambini di tornare ad allenarsi.