Due dei protagonisti della faida di Scampia e Secondigliano: il boss degli Scissionisti, Gennaro 'Mckay' Marino, e Cosimo Di Lauro

LA STORIA DELLA CAMORRA La scelta di fare la guerra a Cosimo Di Lauro, secondo uno dei pentiti, maturò nel giugno del 2004

di Giancarlo Tommasone

«Fino ad allora, Genny Mckay (Gennaro Marino) era stato indeciso, ma quando Arcangelo Abete tornò dalla Spagna, dove aveva chiuso un accordo con Cesarino (Cesare Pagano) e ’o Lello (Raffaele Amato) per entrare nella Scissione, si convinse “a scendere a Secondigliano per fare la guerra a Cosimo Di Lauro (allora reggente del clan)”». Parola del collaboratore di giustizia Luigi Secondo, ex del gruppo Marino, che fissa la data dell’entrata dei Mckay nel cartello degli Scissionisti, a giugno del 2004.

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Ma cosa avrebbe spinto Genny Marino a muoversi in quella direzione? La «molla» – fa mettere a verbale Secondo, nel corso dell’interrogatorio del 16 luglio 2010 – scattò «quando Marino ebbe piena conferma che Arcangelo Abete, quando, insieme al fratello di Rosario Pariante, si recò in Spagna a incontrare Cesarino e ’o Lello, non lo fece in mala fede, né perché voleva escludere dal progetto Mckay, col quale aveva un rapporto criminale e personale particolarmente stretto».

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dobbiamo uccidere Paolo Di Lauro

«Abete spiegò a Marino – continua il pentito – che era stato convinto ad andare in Spagna, dal fratello di Pariante. Come prova della sua lealtà, si rese disponibile ad uccidere il fratello di Pariante, ma Gennaro Marino disse che non era il caso. E che la cosa importante era rappresentata dal contenuto dell’incontro avuto in Spagna con Pagano e Amato. A questo punto Mckay fece sapere che anche lui era intenzionato a unirsi ai (“separatisti”), che contavano “ufficialmente”, tra le loro fila già gli Amato-Pagano, gli Abete, i Pariante, e gli Abbinante».

A Varcaturo fu allestito il quartier
generale dell’esercito della Scissione

«La faida di Scampia, è stata gestita, sul territorio, da questi tre gruppi, ossia Amato-Pagano, Abete e Marino. Gli Abbinante si resero disponibili nel mandare dei loro killer presso le case di Varcaturo, dove si trovava il commando della Scissione», sottolinea il collaboratore di giustizia. Le dichiarazioni di Secondo furono prese particolarmente in considerazione dagli inquirenti, anche perché le informazioni erano state apprese in maniera diretta. Il pentito «chiarisce di aver conosciuto i Marino, Gaetano (ucciso a Terracina il 23 agosto del 2012, ndr), e il fratello Gennaro – è riportato in una informativa di polizia giudiziaria – nel 1991, in quanto con gli stessi effettuava rapine in danno di conducenti di tir. Arrestato, fu detenuto dal 1992 al 1997».

Al cospetto
del boss Paolo Di Lauro

Quando uscì di prigione, Secondo racconta di essere andato da Gennaro Marino, «che lo presentò  a Paolo Di Lauro che lo affiliò al clan». «Gennaro Marino – è scritto nero su bianco nella citata informativa – spiegò a Secondo, che aveva convertito il proprio ruolo criminale; da rapinatore, infatti, era diventato affiliato al clan Di Lauro. Era molto stimato da Paolo Di Lauro (anche detto Ciruzzo ’o milionario, oppure ’o cumpagno, ndr) tanto da vedersi affidata una piazza di spaccio, quella delle Case Celesti, nonostante (Marino) non avesse commesso delitti di sangue, che costituivano esperienza curriculare necessaria per l’affidamento del ruolo (quello appunto di capopiazza, ndr)».