La generazione perduta dei bambini del Califfato. La scuola i giochi lo sport l’addestramento dei cuccioli di leone. L’Isis impone il suo modello educativo per trasformare i ragazzini in guerrieri del jihad pronti a trasformarli in shahid in martiri kamikaze. Una generazione perduta figlia dei foreing fighter.

Maurizio Piccirilli
Maurizio Piccirilli

«Cuccioli del jihad», ebook di Maurizio Piccirilli, edito da «e-letta edizioni digitali»,  disponibile sulla piattaforma Amazon al costo di 4,90 euro, è un viaggio che racconta i meccanismi di una manipolazione che trova terreno nel Terzo millennio ma ha il sapore del medioevo più oscuro.  Maurizio Piccirilli è stato a lungo responsabile delle pagine Interni-Esteri del giornale «Il Tempo», inviato speciale,  è autore di «Le Quaglie di Osama» (2006), «Shahid» (2010) e «Ferita Afghana» (2013).

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CUCCIOLI DEL JIHAD RACCONTA
LA MANIPOLAZIONE SUBITA
DA MIGLIAIA DI BAMBINI
NELLE MANI DELL’ISIS

I dati forniti da Unicef e Save the children parlano di migliaia di bambini nelle mani dell’Isis. Figli di miliziani, di foreign fighter, bambini rapiti alle loro famiglie, orfani costretti nei Centri educativi del jihad veri e propri college dove si insegna odio e violenza. Nulla è lasciato al caso. I programmi redatti dal Daiwan, il ministero dell’istruzione del Califfato nero, prevedono corsi di storia e scienza addomesticati all’ideologia jihadista.

La matematica è insegnata con libri dove fucili e pistole hanno sostituito mele e pere. Vietate la musica e la filosofia. Religione e ideologia diventano un cocktail micidiale che alimenta paure e i rischi futuri per la minaccia di ragazzini cresciuti nell’odio, la violenza e nella completa negazione dei sentimenti. Il saggio descrive anche l’esaltazione del martirio nell’educazione  dei giovani Hezbollah e le scuole di Al Qaeda in Afghanistan prima della caduta del regime talebano.

L’IDEOLOGIA DEL JIHAD
INCULCATA AI BAMBINI
IN CENTRI EDUCATIVI

Gli Ashbal, i cuccioli di leoni del Califfato, non sono altro che fragili cuccioli di uomo svuotati di ogni linfa vitale. I genitori sono morti o spariti nelle pieghe del terrore vendicativo dell’Isis. «I figli del Califfato», destinati e «programmati» a essere il futuro di esso, oggi sono solo sporchi e abbandonati, affamati al punto da cibarsi di avanzi imputriditi. Esserini spaventati, di fronte  ai quali persino i rambo della Golden Division, il corpo d’élite di Bagdad, si sono commossi. I loro giochi sono stati solo violenti e da stimolo alla ferocia. Secondo il Rapporto Quilliam, Ong britannica fondata da un musulmano, non è raro che i bambini vengono fatti giocare con le teste mozzate dei nemici.

Il Califfato nero non ha tralasciato nulla così è stato distribuito alle mamme un opuscolo per gestire l’educazione dei figli. «Il ruolo delle sorelle nel Jihad» e contiene consigli e prescrizioni destinati a incidersi profondamente nel corpo e nell’anima dei pargoli fin dalla più tenera età. Per formare, guerriglieri preparati militarmente e motivati spiritualmente.

L’intento del Daesh è quello di infondere sin da piccoli l’odio per l’Occidente e i musulmani loro alleati, la rabbia contro gli sciiti. E soprattutto inculcare la consapevolezza dell’importanza della guerra santa e del martirio. Niente favole ai bambini né televisione o videogiochi almeno che non trattino di guerra agli infedeli. La schiavitù e lo stupro dei minori giustificati da un editto del Dipartimento di Giustizia.

L’ebook non tralascia l’influenza di cattivi maestri in Italia e in Europa. E accende un faro di speranza nei programmi che anche nel nostro Paese si stanno attuando modelli per deprogrammare questi bambini e tentare di reinserirli in una vita normale.