mercoledì, Dicembre 1, 2021
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«Così Cosa nostra si sarebbe fatta Stato», il piano di Riina e Provenzano

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Le riunioni di Enna tra l’agosto del 1991 e l’inverno del 1992, i verbali dei pentiti agli atti del processo ’Ndrangheta stragista

di Giancarlo Tommasone

All’inizio degli anni Novanta, poco prima che iniziasse la stagione delle stragi, la mafia siciliana stava lavorando, insieme alla massoneria deviata (di Licio Gelli) a un progetto per separare l’Italia in tre tronconi. Quello del Sud – nelle intenzioni – sarebbe dovuto essere guidato da una consorteria formata da «grembiulini» e capi di Cosa nostra. E’ quanto emerge dai verbali degli interrogatori dei pentiti, allegati agli atti del processo ’Ndrangheta stragista (conclusosi la scorsa estate con le condanne all’ergastolo dei boss Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone). A rivelare altri retroscena del progetto separatista è stato anche il collaboratore di giustizia, Leonardo Messina. Che, davanti ai pm palermitani, il 3 giugno del 1996, conferma e precisa quanto da lui appreso relativamente al piano «politico-eversivo» discusso dai vertici di Cosa nostra nel corso di riunioni che hanno luogo a Enna, nel 1991.

Gli obiettivi / Mafia stragista,
Cosa nostra voleva colpire anche Napoli

«Nell’agosto del 1991, Miccichè (Liborio, uomo di onore di elevato spessore, consigliere provinciale e capo della famiglia mafiosa di Pietraperzia,ndr) mi disse che nella zona di Enna, in un posto che non specificò, si trovavano riuniti Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Giuseppe Madonia e Benedetto Santapaola (più noto come Nitto). Costoro, come ebbe a riferirmi lo stesso Miccichè successivamente, si trattennero nella zona di Enna sino al febbraio del 1992, data in cui si svolse una riunione formale della Commissione regionale, alla quale parteciparono anche Angelo Barbero, Salvatore Saitta ed altri rappresentanti provinciali, dei quali non mi fece i nomi», dichiara Messina.

Il retroscena / «Stagione delle stragi, c’era un
accordo per far arrivare il tritolo anche ai Licciardi»

E poi fa mettere a verbale: «Provenzano, Riina, Madonia e Santapaola, dall’agosto del ’91 sino agli inizi del ’92, si trattennero nella zona di Enna per discutere di un progetto politico finalizzato alla creazione di uno Stato indipendente del Sud all’interno di una separazione dell’Italia in tre Stati: uno del Nord, uno del Centro e uno del Sud. In tal modo, Cosa nostra si sarebbe fatta Stato».

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