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Le misure imposte alla riapertura di negozi e attività commerciali. Rivoluzione del modo di viaggiare, e di andare al bar o nei ristoranti

Come ci cambierà la vita e le abitudini la pandemia di coronavirus, quando potremo dire di essere fuori dall’emergenza? La questione è stata affrontata dal Corriere della Sera nel servizio a firma di Fiorenza Sarzanini. Per quel che riguarda la riapertura delle piccole e medie imprese, si prevede che il personale dovrà lavorare in modalità smart working limitando al minimo le presenze negli uffici e comunque rispettando la distanza di almeno un metro tra le scrivanie. Per quanto concerne la riapertura delle attività commerciali (tipo negozi di abbigliamento), si prevedono entrate scaglionate per i clienti, praticamente sul modello che regola l’accesso a negozi di alimentari, orto-frutta, farmacie e agli altri esercizi commerciali, adesso in attività. Dimentichiamo il clima di «convivialità» e di «vicinanza» che si poteva «respirare» fino a qualche settimana fa in bar e ristoranti. Quando ci sarà la riapertura (ancora lontana la data in cui potrà avvenire), abituiamoci all’idea dei camerieri in guanti e mascherine e alla distanza di due metri tra i tavoli. Per quel che riguarda il trasporto pubblico, si registreranno sedili alternati e controlli costanti per il rispetto del numero di sicurezza dei passeggeri a bordo dei mezzi.  Per la riapertura di cinema, stadi, e per organizzare nuovamente convegni, concerti, e serate danzanti bisognerà aspettare la fine accertata del contagio. Elevatissimo, in caso contrario, il rischio di diffusione del virus, a causa degli assembramenti.

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