Da sinistra Tano Badalamenti e Lucky Luciano, sullo sfondo l'ippodromo di Agnano in una foto degli anni '50

LA STORIA DELLA CAMORRA Il pentito Antonino Calderone: Salvatore Zaza fu incaricato dal boss di Cinisi di eliminare chi aveva schiaffeggiato il suo amico all’ippodromo

All’anagrafe di camorra era conosciuto come Turillo ’o pazzo. A Palermo, invece, era più noto come ’o zu Tore. Al secolo Salvatore Zaza, capostipite del contrabbando, e investito boss, nell’immediato Dopoguerra. Fu arrestato a settembre del 1985, a Portici, a un paio di chilometri dal quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio, in un garage dell’omonimo complesso residenziale (il Parco Zaza, appunto). Gli agenti della Mobile, per identificarlo, poterono contare solo su una foto segnaletica di 30 anni prima. Quel giorno nel popoloso comune vesuviano, la polizia eseguì un mandato di cattura venuto dalla Sicilia, che lo accusava di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzato al traffico di droga. Non fu facile prenderlo, alla fine, dopo due tentativi andati a vuoto, Turillo ’o pazzo fu trovato acquattato in una vasca da bagno addossata al muro. E’ considerato dagli inquirenti tra i primi (se non il primo) rappresentante di Cosa nostra siciliana in Campania, legato a doppio filo, a Gaetano Tano Badalamenti. A proposito del boss di Cinisi, amico di Lucky Luciano (che visse a Napoli fino alla sua morte, dopo essere stato allontanato come indesiderabile dagli Usa), questi si vendicò di un affronto fatto a Salvatore Lucania (così si chiamava Luciano prima di americanizzarsi il nome, ndr), a distanza di anni dopo i fatti. A raccontare l’episodio fu il collaboratore di giustizia Antonino Calderone. «Ho appreso da Badalamenti personalmente – riferì ai magistrati il pentito di mafia – che, in occasione dell’arrivo in Italia di Lucky Luciano, quest’ultimo all’ ippodromo di Agnano era stato preso a schiaffi da un uomo. Ebbene, Tano Badalamenti si vantava con me e con altri che, come suo primo atto, dopo che era stato nominato rappresentante provinciale di Palermo, aveva dato ordine a Salvatore Zaza (non so con quali modalità), di eliminare l’aggressoredi Luciano che, in effetti, venne poco dopo ucciso in un paese vicino Napoli».

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