Capitan Giggino e il vicesindaco Enrico Panini in un fotomontaggio (fonte: Internet)

di Giancarlo Tommasone

Cresce l’attesa per il corteo a mare pro migranti, «parata» prevista per sabato 29 giugno, a partire dalle 11. Al momento non si riesce ancora a comprendere in che modo si svilupperà la manifestazione, né di cosa realmente si tratti. Su Facebook, riguardo all’appuntamento «Napoli, un mare di pace» si parla di «programma della giornata in fase di definizione». Oltre alla «traversata» nello specchio d’acqua prospiciente Via Caracciolo, si dovrebbe tenere anche un evento a terra, con un concerto.

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I costi per l’intera operazione dovrebbero aggirarsi sui 126mila euro. Anche se, non c’è ancora traccia di una delibera. Tutto sembra essere pervaso da estemporaneità, pressapochismo organizzativo e dal terrore che la «parata» di Capitan Giggino si riveli un flop. Tanto è vero che si è resa necessaria la convocazione di una riunione di maggioranza.

Pratica che, nell’ultimo periodo, non ci sembra
sia stata attuata per affrontare questioni ben più importanti, e che si tiene, invece, per una vicenda completamente appannaggio del primo cittadino.

Ciò sta a indicare che si è praticamente impreparati all’evento in questione. La mail per chiamare a raccolta la maggioranza è stata inviata da Alberto Forte (vice capo di Gabinetto, braccio destro di Attilio Auricchio). La riunione è stata programmata per questo pomeriggio alle 15, nella sala giunta. «Caro consigliere – recita la mail -, sei invitato a partecipare ad una riunione di maggioranza giovedì 20 giugno alle ore 15.00 in sala giunta con odg (ordine del giorno), l’evento previsto per il 29 giugno, del “corteo a mare”».

Il capo di Gabinetto del sindaco e direttore generale di Palazzo San Giacomo, Attilio Auricchio

A questo punto va fatta la prima riflessione: è mai possibile che per confrontarsi su una cosa così tecnicamente difficile da organizzare, per la quale c’è bisogno (come abbiamo visto) di coinvolgere forze esterne al Comune, prima di tutte la Capitaneria di porto, si ci riduca a nove giorni prima dell’evento?

Egidio Giordano mostra il dito medio dal balcone di Palazzo San Giacomo

La «riunione (sarà) utile a condividere ed informare l’intera maggioranza circa le azioni messe in atto in previsione dell’evento del 29». Seconda riflessione: se c’è qualcosa di già messo in atto, organizzato, perché non è stato riportato nelle descrizioni dell’evento su Facebook? Perché non c’è traccia di una delibera?

«Saranno presenti i soggetti che in queste settimane hanno lavorato alla riuscita della manifestazione (consiglieri, assessori e collaboratori del sindaco). Grazie per la collaborazione». L’ultimo passaggio è pienamente indicativo di un lavoro che in effetti non è stato fatto, perché si invitano i consiglieri di maggioranza a partecipare alla riunione per informarli sullo stato delle opere, e poi si scrive che alla riuscita della manifestazione hanno lavorato consiglieri e assessori.

E chi ha collaborato, fino ad ora,
per la riuscita del corteo a mare?

E allora, questa convocazione appare un gesto disperato, assai, una chiamata alle armi, in extremis, perché, in effetti il progetto è «in alto mare», o meglio ancora, «con l’acqua alla gola», sempre per rimanere in tema marinaresco. E’ il tentativo di «portare gente» e soprattutto di reperire qualche idea. Parliamoci chiaro, per la effettiva riuscita di questo «fantomatico» e «fumoso» evento si sarebbe dovuti partire minimo due mesi fa, e lavorare sodo giorno dopo giorno (pure il sabato e la domenica).

A proposito poi della convocazione
di oggi, si prevedono numerose defezioni.
Molti consiglieri dovrebbero declinare l’invito.

Il progetto della «parata», non piace nemmeno alla base arancione; come spiega una nostra fonte, «è una manifestazione, va sottolineato, organizzata dal Comune, e poi serve solo al sindaco per avere ribalta nazionale». Solo che, se si va avanti di questo passo, altro che ribalta nazionale, si rischia di fare una pessima figura. Ed è questo che terrorizza Capitan Giggino. C’è poi da rilevare lo scollamento totale, dal punto di vista politico-organizzativo, tra la maggioranza e quelli di Insurgencia.

Il centro sociale Insurgencia è la più solida base elettorale di deMa

I sostenitori di de Magistris, che più degli altri (anche per i valori che sbandierano) avrebbero dovuto assicurare la loro presenza nel momento del bisogno, nel momento in cui si parla di migranti, hanno organizzato un incontro che si svolge durante lo stesso pomeriggio della riunione di maggioranza.

Alberto Forte, vice capo di Gabinetto del sindaco di Napoli e braccio destro di Attilio Auricchio

Stiamo parlando dei sedicenti compagni della III Municipalità, che alle 17 di oggi si preparano a «Chiamata alle Arti», progetto a cui ha collaborato l’assessore Egidio Giordano. Quelli di Insurgencia, lo sappiamo, hanno un ottimo rapporto con artisti e sedicenti tali, soprattutto con la rete dei soliti noti del concertone del Primo Maggio. Magari, a Via Lieti, stanno cercando di organizzare qualche altro evento culturale monocolore (grigio assai).

Concludiamo col sindaco e con il suo progetto.
Non sappiamo di cosa si tratti, lo ribadiamo.

Sapevamo, lo aveva detto Giggino, che doveva essere il varo di una flotta salva migranti (con 400 imbarcazioni e una ammiraglia), per allestire la quale erano stati raccolti anche 150mila euro; adesso ci troviamo, forse, davanti a un corteo di barche, di cui però si sa ancora nulla. Da bambini quando non si poteva andare al mare, d’estate, con il caldo, ci si industriava con una piscinetta gonfiabile, o addirittura con una bagnarola. Si mettevano al sole, si riempivano d’acqua e ci si faceva il bagno.

Enrico Panini e Luigi de Magistris

C’era pure qualcuno che immancabilmente giocava a fare il comandante di piccole navi di carta che solcavano «mari» che spuntavano sui balconi, sui terrazzi, e perfino negli androni di palazzine. Quando sei piccolo la fantasia è una meravigliosa amica. Quando sei piccolo. No quando fai il sindaco.