I sedicenti leader di Insurgencia (Egidio Giordano, Eleonora De Majo e Ivo Poggiani) in barca
I sedicenti leader di Insurgencia (Egidio Giordano, Eleonora De Majo e Ivo Poggiani) in barca

di Giancarlo Tommasone

Come annunciato e previsto da Stylo24, non ha avuto grande successo, in termini di partecipazione, la riunione di maggioranza che si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo San Giacomo. Solo una decina di consiglieri ha preso parte al «brainstorming» sul corteo a mare, previsto per il 29 giugno prossimo. Luigi de Magistris non era presente, al suo posto c’era però, il vicesindaco e assessore al Bilancio, Enrico Panini. Scarsa anche la presenza dei fedelissimi di Giggino, meno della metà i consiglieri del gruppo deMa (sono otto in totale) che hanno partecipato alla riunione.

Secondo quanto è emerso dall’incontro, le unità che dovrebbero solcare le acque antistanti Via Caracciolo, per la manifestazione «Napoli, un mare di pace», sarebbero circa una settantina. Non si riesce a reperirne di più, e si teme – come pure è stato fatto notare durante i lavori in Sala Giunta – che il tutto si possa tramutare in una «sfilata» d’elite, e quindi tutt’altro che caratterizzata dalla partecipazione popolare, e dalla presenza degli stessi rappresentanti del popolo migrante, che risiedono in città. In effetti bisogna avere la possibilità economica di permettersi una barca.

A questo punto, c’è chi ha suggerito
di fittare dei gommoni, del resto, ha argomentato
una consigliera, che forse ha dimestichezza con la pratica, «non costa poi tanto prenderne a nolo, uno».

Relativamente alle spese necessarie per organizzare il corteo, si è parlato di costi zero. Ipotizziamo, dunque, che ognuno dei manifestanti pagherà per sé. Quest’ultimo particolare avvalora la tesi di Stylo24: i 150mila euro che, disse de Magistris, erano stati raccolti grazie a delle donazioni, in realtà non esisterebbero affatto. E rappresenterebbero solo una trovata pubblicitaria del primo cittadino; trovata da spendere nelle televisioni e sulle testate giornalistiche «amiche», per assicurarsi la ribalta nazionale e alimentare la leggenda del «grande cuore dei partenopei» e di Napoli, città dell’accoglienza.

Capitan Giggino e il vicesindaco Enrico Panini in un fotomontaggio (fonte: Internet)

Ieri, per la giornata del 29 giugno, si è discusso anche di una contestuale manifestazione a terra, e di un concerto. L’evento canoro (per organizzare il quale si era parlato di una spesa di 126mila euro) verrebbe fatto rientrare negli spettacoli della kermesse «Estate a Napoli». Ma al momento non c’è traccia di delibere, determine e, quindi, di costi, e il programma dell’evento del 29 giugno, non sarebbe stato ancora stilato. Fonti interne all’universo antagonista napoletano, riferiscono che questa volta, «Insurgencia potrebbe essere costretta a fare un passo indietro», per quel che riguarda l’organizzazione del concerto.

Avrebbe bisogno di adottare un basso profilo, per due motivi: il tentativo di partecipare all’allestimento dello spettacolo, fatto emergere da alcuni nostri servizi, ha ulteriormente esposto i consiglieri espressione del laboratorio occupato, alle critiche di gran parte dell’aula di Via Verdi. E poi c’è da considerare la questione del concertone del Primo Maggio, organizzato sempre dal solito «cerchio magico», con la supervisione dell’assessorina Eleonora De Majo (deleghe a Eventi e Turismo). Per fare chiarezza sull’iter degli affidamenti e sulle spese sostenute dal Comune, per lo spettacolo in Piazza Dante, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha prodotto un esposto da depositare alla Corte dei Conti.

Chiudiamo con una considerazione su Capitan Giggino: proprio lui, ideatore del progetto pro migranti
(che è a suo completo appannaggio),
non ha partecipato alla riunione di maggioranza.

Non è proprio il massimo dei segnali di coesione del gruppo, da dare alla «ciurma». Inoltre, il sindaco è partito con la promessa del varo della flotta partenopea, formata da quattrocento imbarcazioni e da una nave ammiraglia, battente bandiera napoletana, e si ritrova adesso con un corteo di una settantina di gommoni. Almeno, questa è la speranza.