giovedì, Maggio 26, 2022
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Corte dei Conti: sulla vicenda dell’ex area Italsider di Bagnoli ci sono stati criticità e ritardi

Sono state realizzate solo attività di studio e di caratterizzazione a fronte di più di 900 milioni di finanziamenti

Nella bonifica dell’ex area Italsider di Bagnoli ci sono stati «criticità e ritardi negli interventi tra il 2015 ed il 2018», che hanno consentito di realizzare finora «soltanto attività di studio e di caratterizzazione».

Lo rileva la Corte dei Conti nella relazione conclusiva sul controllo dei finanziamenti destinati a Bagnoli. «Criticità – scrive la Corte dei Conti – vi sono anche nello stralcio di piano urbanistico di risanamento ambientale», adottato dal commissario Francesco Floro Flores nel 2019 e «resta urgente da affrontare» il problema della rimozione della colmata a mare e della «ex area Eternit».  

Gli interventi nell’area ex Italsider di Bagnoli «hanno comportato- rileva la Corte dei Conti – un recente finanziamento assegnato ad Invitalia s.p.a. di 442,7 milioni di euro (di cui 87,5 milioni effettivamente erogati), che si aggiungono ai 177 milioni e 285 milioni erogati ai precedenti soggetti attuatori e che hanno consentito, finora, di realizzare soltanto attività di studio e di caratterizzazione delle aree, propedeutiche alla progettazione degli interventi di bonifica e di risanamento del sito, tuttora in corso, e che allo stato vedono il Commissario impegnato nell’attivazione degli atti necessari alla configurazione urbanistica dell’area e alla programmazione delle opere di bonifica». «Nel giugno 2019 – scrive la magistratura contabile – il Commissario ha adottato lo stralcio urbanistico del Piano di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana, con il quale è stata individuata la destinazione urbanistica dell’area all’interno del sito, step fondamentale per la programmazione delle opere di bonifica».

«Lo stesso, però – rileva la Corte dei Conti – presenta criticità sia sotto il profilo della definizione delle strutture da realizzarsi, sia sotto quello di una non puntuale previsione finanziaria». «Risulta anche da affrontare con urgenza il problema della rimozione della colmata a mare di cemento», già prevista dalla legge 58/1996, considerando che non sono stati ancora individuati i siti nei quali destinare l’enorme quantità di materiali inquinati provenienti anche dal fondale marino circostante. Ulteriore urgenza – osserva ancora la relazione della Corte dei Conti sui finanziamenti destinati alla bonifica – è rappresentata dall’ultimazione della bonifica dell’area ex Eternit, i cui fondi sono stati posti a disposizione del soggetto attuatore fin dal 2017.

«Pertanto è necessario assicurare la piena funzionalità della cabina di regia dell’intero intervento e delle relative conferenze dei servizi, al fine di giungere alla definizione di una cornice programmatica condivisa e della conseguente esecuzione del progetto di bonifica», conclude la magistratura contabile.

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