Che fine hanno fatto i 900 milioni di euro di finanziamenti?

di Giulio Di Donato                      

Se vi capita di affacciarvi dal belvedere del Virgiliano sul versante Bagnoli capirete perché Napoli ed il mezzogiorno sono in crisi permanente. Vedrete l’esempio plastico di un fallimento politico, istituzionale, economico, imprenditoriale, di un intero sistema, cittadino, regionale, nazionale. Novecento milioni di euro spesi per 1’ex Italsider in 25 anni. Risultato? Nessuno. Niente opere, neppure iniziate quelle preliminari, bonifiche dei suoli, demolizione della colmata a mare, oppure opere lasciate a metà e vandalizzate, insomma lo spreco dello spreco. E forse non solo quello.

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Novecento milioni di euro, pari a 1800 miliardi delle vecchie lire, tre o quattro tangentopoli in un colpo solo, spesi prevalentemente in «attività di studio e caratterizzazione del terreno». Lo dice la Corte dei Conti di cui scrive egregiamente Marco Demarco sul Corriere del Mezzogiorno di oggi.  La relazione dei magistrati contabili è un documento esplosivo che però lascia indifferente il palazzo e, quel che è peggio, sembra che poco importi anche alla cosiddetta società civile, che ci sarà pure a Napoli ma che si fa fatica a trovare.

E il sogno di Bagnoli? La narrazione stantia che in questi anni ne è derivata con dichiarazioni, annunci, promesse, impegni ecc? Finito, archiviato, fra un po’ dimenticato, visto che, come riporta Demarco, il ministro Amendola ha anticipato che tra i criteri di valutazione per il recovering fund ci sarà la «penalizzazione di quei progetti storici che hanno noti problemi di attuazione . . .  pur avendo già avuto disponibilità di fondi». In parole povere nessun altro finanziamento per il comprensorio. E quindi Bagnoli finisce qui.

Ma restano delle domande. A quelle di responsabilità amministrative, penali, contabili, altri daranno una risposta, forse, perché fino ad ora non si è avvertito un interesse pregnante degli organi preposti sulla questione. Ed è una questione in campo da molti anni. Su quelle politiche invece qualcosa dovrebbe succedere anche se la politica sopravvive ormai come modesta gestione dell’esistente. In 25 anni , da Bassolino a De Magistris passando per la Iervolino al Comune e da Rastrelli, Losco, Bassolino  I e II, Caldoro e De Luca, alla Regione senza contare lo Stato, intervenuto con Nastasi e con l’onnipresente Arcuri, in modalità Invitalia, la cosiddetta 2 Repubblica, il nuovo che avanza, avanzava, il rinnovamento ancor prima che arrivassero i grillini a celebrare ignoranza, inesperienza e cialtroneria alla guida del Paese, con altri danni irreparabili, che fine hanno fatto 900 milioni di euro?

Come sono stati spesi nel dettaglio? Di chi la responsabilità, ripeto politica, non di uno, ma neppure di nessuno.

Nella prima Repubblica c’era il finanziamento ai partiti e numerosi casi di corruzione ma le opere si realizzavano. Nella seconda, c’è stato uno step, i soldi si distribuiscono senza risultati per la collettività, e con quali risultati? Solo carte e chiacchere.