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La sede del Cira

La gestione finanziaria del Cira (Centro italiano ricerche aerospaziali) torna sotto i riflettori della Corte dei Conti, che produce una relazione (depositata lo scorso 16 luglio) a tratti durissima. Dallo scorso giugno, il Cira è guidato da Giuseppe Morsillo, presidente del Cda, nominato dall’assemblea dei soci, in seguito alle dimissioni di Paolo Annunziato. A febbraio c’era stato un altro avvicendamento. A Pierluigi Pirrelli, ex dg dimissionario della società, è subentrato ad interim, Massimo Cavaliere. I magistrati concentrano l’attenzione sulle previsioni del Piano annuale 2019, che prevede, ad esempio, per progressioni di carriera, uscite per 100mila euro, oltre a 30mila euro, per non meglio specificati interventi retributivi del personale. Tutto ciò, nonostante i vertici del centro siano stati già «ammoniti» a ridurre i costi del personale, e ad incrementare le entrate, che si reggono per la quasi totalità sui finanziamenti dello Stato.

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Nella relazione è possibile leggere testualmente: «Si ravvisa altresì il rischio di possibili disallineamenti fra ruoli ricoperti da dirigenti e quadri e rispettivi livelli contrattuali e retributivi». Infatti, annotano i magistrati contabili, da un lato, «risulta limitata la effettività della direzione e coordinamento da parte delle figure dirigenziali, il che è suscettibile di tradursi in un depotenziamento e in una corrispondente deresponsabilizzazione delle figure dirigenziali medesime, con un possibile sottoutilizzo delle stesse rispetto al relativo trattamento retributivo; dall’altro lato, la diffusa preposizione di figure non dirigenziali a unità di prima linea» potrebbe esporre il Cira ai rischi legati a «possibili contenziosi e rivendicazioni giuslavoristiche». Censurabile, dal punto di vista degli appalti, rispetto al cospicuo numero di dirigenti di cui è dotata la società, «la non rara attribuzione delle funzioni di Responsabile unico del procedimento a soggetti non muniti della qualifica dirigenziale». Ciò innescherebbe non solo un meccanismo di deresponsabilizzazione dei dirigenti rispetto «alle funzioni per le quali sono remunerati in misura omnicomprensiva», ma pure «esborsi remunerativi aggiuntivi a carico della Società, e dei fondi pubblici».

 

Qualche numero? Il costo degli organi di amministrazione e controllo, comprensivo del rimborso spese, è progressivamente cresciuto nel corso del triennio considerato (2015-2017). Tutto ciò stride con la politica di contenimento dei costi, già segnalata nelle precedenti relazioni della Corte dei Conti. Emerge dunque, come il costo di presidente e Consiglio di amministrazione sia passato dai 166.122 euro del 2015 ai 191.670 (del 2017) con un aumento di 19.203 euro tra il 2016 (172.467) e il 2017. Le spese per il Collegio sindacale passano dai 112.523 del 2015 ai 160.588 (del 2017); nel 2016 si attestavano su 113.719 euro, ciò vuol dire, che nell’ultimo periodo considerato abbiano fatto registrare un aumento per 46.869 euro. In totale, dunque, per i soli costi degli organi di amministrazione e di controllo, si è passati dai 278.644 (del 2015) ai 352.258 euro (del 2017).

Il Cira, è scritto ancora nella relazione, poi «ha ritenuto di incrementare i costi» del dg (retribuzione fissa pari 170mila euro lordi annui per Pirrelli), «portandone il trattamento economico al massimo erogabile a carico della finanza pubblica». I magistrati si soffermano più volte sugli oneri per il personale, relativamente al Piano annuale 2019. Oneri che continuano a non essere sostenibili rispetto alle condizioni finanziarie del polo aerospaziale. Proprio per quel che riguarda «l’allarmante quadro complessivo espressamente ammesso dallo stesso Piano 2019», è scritto nella relazione, si assiste al disattendere, da parte dello stesso Piano, dell’adozione della politica di contenere le spese. Si prefigurano, invece, nuove assunzioni esterne, «oltre a progressioni di carriera e a incrementi di stipendi che vanno a innalzare ancor di più, oltretutto in maniera strutturale e permanente (pure con assunzioni a tempo indeterminato), i già elevati costi di personale, così aggravando ulteriormente i precari equilibri finanziari prospettici della azienda». Il ripiano del personale, seppur con assunzioni a tempo determinato, non appare in linea con la necessità – sottolineano ancora i giudici contabili – di riduzione dei costi. Quelli relativi al personale, è ribadito, rappresentano la principale voce di spesa, «la cui incidenza sull’ammontare complessivo dei costi di produzione risultanti dal bilancio 2017 è invece addirittura cresciuta, portandosi al 56,5 per cento (53 per cento nel 2016)».

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Censurabili, dunque, le assunzioni previste dal Piano 2019, non solo, «(da censurare) in ragione della grave fase di totale incertezza istituzionale e finanziaria in cui, nella perdurante assenza di un aggiornamento del Pro.R.A. (Programma nazionale di ricerche aerospaziali, versa la Società, ma anche in quanto vengono disposte senza che la stessa abbia provveduto a dotarsi di una regolamentazione e di una dotazione organica, che mappi e disciplini fabbisogni e posizioni organiche, relativi requisiti e criteri di accesso e definizione del trattamento economico».

 

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