Il giudice Alberto Capuano

Il Tribunale del Riesame ha confermato le misure cautelari emesse dal gip di Roma a inizio luglio anche per gli altri indagati anche se, però, ha deciso di non confermare integralmente l’ordinanza, preferendo propendere per parziali annullamenti in relazione ad alcuni episodi. Gli inquirenti ritengono che il magistrato Alberto Capuano sia al centro di un sistema corruttivo.

L’avvocato Maurizio Lo Iacono, legale del magistrato, ha impostato la difesa del suo cliente sostenendo invece che il quadro probatorio fosse “assolutamente manipolato”. “Ci sono state queste interlocuzioni (intercettate dagli inquirenti, ndr) – ha detto il legale – sicuramente moralmente censurabili, che però potrebbero valere, al massimo, un’accusa di traffico illecito di influenze”. In sostanza, secondo il legale del giudice, “alle parole non sono mai seguiti i fatti”. “Abbiamo dimostrato con bonifici di pagamento, fatture e altra documentazione, che tutta l’attività di Cassini (ritenuta contropartita di favori, ndr) è stata remunerata. Anche il viaggio in Columbia (anche questo ritenuto contropartita per un presunto favore, ndr) è stato pagato con la sua carta di credito”.

 

Per la vicenda, classificata tra quelle piu’ gravi, che riguarda promesse su esiti favorevoli di una sentenza in appello per un presunto appartenente alla camorra, infine, il giudice che doveva intervenire, dice ancora l’avvocato, “era già in pensione quando si tenne quella conversazione”. “Circostanza che avvalora la nostra tesi, e cioè che si è trattato solo di parole”, sostiene ancora l’avvocato.