di Marcello Lala

In questi mesi dall’inizio dell’emergenza siamo diventati tutti fini giuristi. Bene o male tutti sanno cosa è un Dpcm o una ordinanza del Presidente della Giunta Regionale. Il problema vero è che allo stesso tempo tutti, anche i fini giuristi, non riescono a interpretare fino in fondo la volontà del legislatore. La ragione è molto semplice , lo stesso legislatore non sa cosa scrivere e quando lo scrive lo fa male. Decine di task force, profumatamente pagate, fior fiore di tecnici e di Ministri, Assessori etc non hanno la benché minima capacità di legiferare o scrivere con chiarezza quello di cui la gente ha bisogno. Regole certe!

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Lo abbiamo visto all’inizio con l’attività sportiva, poi con le mascherine infine in questi ultimi giorni con la chiesa e la famosa parola “congiunto”. Per non parlare poi dei decreti economici che hanno annunciato liquidità nelle tasche degli italiani ma di liquido si è visto solo il sudore di chi non riesce più ad andare avanti per campare. Inoltre Regioni e Governo, abbiamo più volte sottolineato noi di Stylo24 che la voce dovrebbe essere univoca in questi casi, hanno spesso contraddetto quello che l’altro faceva.

Molte categorie vivono nella confusione interpretativa più grande con il terrore di incappare in una salata sanzione che non è proprio il caso di aggiungere ai tanti debiti cumulati in questi mesi. Una su tutte potrebbe essere la nautica mai citata nei dpcm ma molto importante per l’economia di un paese fatto di coste fantastiche e navigabili per non parlare poi dello spettacolo, del turismo e di tutte quelle categorie che vivono una sensazione di grande abbandono da parte dello Stato.

Al di là degli aspetti costituzionali di decreti tesi a vietare tutto o quasi, ci saremmo aspettati nella cosiddetta fase due una impostazione diversa. Perché vietare e non consigliare i comportamenti atti ad evitare il virus? Perché costringere le forze dell’ordine impegnate su mille fronti ( è dell’altro ieri la morte del poliziotto Pasquale Apicella che tanta tristezza ha suscitato nella intera comunità nazionale) a impegnarsi a cercare chi cammina in spiaggia o passeggia vicino casa?

Ancora, le autocertificazioni, un altro pasticcio indecifrabile. Ne hanno sfornate ben 4 e tutte diverse ed imprecise tanto da generare gaffe clamorose anche e proprio da parte delle stesse forze dell’ordine (ricordo l’infermiera che aveva finito il turno di notte o quella del figlio che accompagnava la mamma in ospedale perché doveva essere operata) con eventi a dir poco incresciosi scaturiti qualche volta in violenza ingiustificata. Questo paese non ripartirà se il suo legislatore è confuso a prescindere ed incapace di dettare le regole tanto da cambiarle nel giro di qualche ora come nel caso del divieto di culto… neanche nazisti e fascisti erano arrivati a tanto.

Io credo, sommessamente, che il paese ha bisogno di altro e di una regolata dopo questo impazzimento generale, dovuto anche e mi auguro sicuramente alla situazione unica nel suo genere. Ma non so se ci fossero stati i grandi statisti di una volta se tutto questo sarebbe avvenuto nel modo in cui avviene oggi. Coloro che erano i fautori dell’uno vale uno e del tutti uguali e del fatto che i politici fossero dei privilegiati stanno dando la peggiore prova di una casta imparagonabile a quelle di una volta. Sono sotto gli occhi di tutti le immagini dell’inaugurazione in pompa magna del ponte di Genova (io non avrei festeggiato un bel nulla per rispetto ai morti della tragedia e del covid19) con assembramenti di persone e giornalisti e quelle del funerale di Saviano per venire alle cose campane.
C’era una frase che un grande uomo politico del passato mi scriveva in una lettera inviatami qualche anno fa e non eravamo in questa drammatica situazione “italietta caotica e piena di rimpianti” risuona sempre nella mia mente ogni giorno e non va via.

Marcello Lala