Il garante comunale dei detenuti avverte: “I provvedimenti adottati dal Governo si stanno rivelando inefficaci”

di Luigi Nicolosi

ad

Tensione alle stelle nelle carceri di Napoli e provincia. È iniziata intorno alle 13 di oggi, cioè con ampio anticipo rispetto al previsto, la protesta della “battitura” nella casa circondariale di Poggioreale. La manifestazione è partita, stando a quanto appreso da “Stylo24”, è partita dal padiglione “Roma” e si è rapidamente propagata agli altri.

Nella casa circondariale partenopea, tra le più grandi e affollate del Paese e d’europa, il livello di allerta da parte della polizia penitenziaria è alto da oltre venti giorni, da quando cioè sono scattate le rivolte negli istituti penitenziari di mezza Italia per la sospensione dei colloqui con i familiari in seguito all’emergenza sanitaria innescata dalla pandemia di Coronavirus. Al momento, i colloqui si svolgono da remoto grazie alla dotazione di 1.500 telefoni cellulari ottenuta dal ministero della Giustizia.

La situazione viene intanto monitorata con estrema attenzione dal garante comunale dei detenuti, Pietro Ioia, che non nasconde le proprie preoccupazioni: “Il nuovo decreto – spiega il presidente dell’associazione Ex Don – purtroppo sta servendo a poco. O la platea di beneficiari che possono ottenere gli arresti domiciliari viene ampliata, oppure sarà necessario ricorrere ad amnistia e indulto in tempi brevi, anzi brevissimi”. Alla protesta aderiranno nel pomeriggio, a partire dalle 18, anche il carcere di Secondigliano e quello femminile di Pozzuoli. Non è da escludere che all’esterno degli istituti penitenziari napoletani andranno a crearsi anche piccoli cortei di familiari, pronti a unirsi alle manifestazioni dei congiunti detenuti.