L’iniziativa della «Casa del Popolo» per stare al fianco degli abitanti del quartiere presentata dal consigliere della X Municipalità Gianluca Cavotti: in questa crisi sono emerse tutte le falle presenti nei sistemi assistenziali del Comune di Napoli.

L’emergenza Coronavirus obbliga ognuno a fare la sua parte, perché ogni singolo gesto può fare la differenza. Nasce da questo presupposto “Fuorigrotta solidale”, l’iniziativa che unisce 30 volontari nel quartiere napoletano, per aiutare, attraverso servizi di spesa e acquisto farmaci, le persone in difficoltà. E sono stati già 20 i nuclei familiari supportati grazie allo splendido risultato ottenuto da Annalisa Mantelli, Gianluca Cavotti e Francesco Sollo della “Casa del Popolo”.

“Si tratta della prima iniziativa di aiuto sul territorio, indirizzata inizialmente ad anziani e a persone che non riuscivano a fare la spesa o ad acquistare farmaci, ma che successivamente si è evoluta in un supporto concreto agli indigenti che ci vengono segnalati dal Comune di Napoli. Si può dire – sottolinea a Stylo24 il consigliere della X Municipalità Gianluca Cavotti, di “Sinistra in movimento” – che stiamo un po’ sostituendo le stesse istituzioni, che non riescono a fronteggiare adeguatamente questa crisi”.

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“Abbiamo creato una rete vasta, alla quale hanno aderito circa 30 volontari che lavorano con noi, ma abbiamo anche aperto un Iban che ha raccolto quasi mille euro al momento. Denaro che sarà utilizzato per acquisti di beni di prima necessità per persone in difficoltà. Abbiamo – aggiunge – donazioni di cibo ricevute da più parti, come quella importantissima, anche grazie al prezioso lavoro della consigliera Edvige Mariani, dai lavoratori Anm del deposito di Cavalleggeri. Quintali di generi di prima necessità, che sono stati subito distribuiti a 20 famiglie”.

Insomma, una rete che nasce dal concetto per cui nessuno debba sentirsi solo. Perché non per tutti restare a casa è la soluzione più facile, sebbene sia quella necessaria. Anche in considerazione di alcune mancanze istituzionali. “Davanti a questa crisi, spiace notare come siano emerse delle falle nei sistemi assistenziali del Comune di Napoli. Non è un caso che gli stessi assistenti sociali di Palazzo San Giacomo molto spesso chiamino noi per segnalarci persone in difficoltà. E non dovrebbe essere così. Un discorso che fa riflettere su quello che dovrà essere il nuovo welfare nel momento post-crisi. Non possono essere – conclude Cavotti – le associazioni di volontari a sopperire alle carenze che ormai vanno avanti da troppo tempo”.

La rete solidale della spesa sospesa nella X Municipalità.