De Luca
foto Massimo Pica

Per De Luca si tratta di una vera seconda ondata: in un mese ci sarà un incremento di 5000 contagi

“Oggi 253 positivi con 7600 tamponi, una percentuale del 3,38%. La previsione che fanno i nostri epidemiologi, da qui al 21 ottobre, è di un incremento di 5000 contagi“. Così Vincenzo De Luca, governatore della Campania, nel corso del suo intervento settimanale per fare il punto della situazione sull’emergenza Covid. Dati allarmanti, emersi proprio poco dopo la rielezione, che hanno spinto il presidente della Regione a firmare, nella giornata di ieri, l’ordinanza che ripristina l’uso obbligatorio della mascherina all’aperto.

“Siamo in una situazione di piena epidemia, la seconda ondata è già in atto – ha spiegato De Luca – Voglio fare un ragionamento di verità e di estrema chiarezza. Da quando a maggio c’è stata l’apertura di tutto e sono state eliminate le barriere della mobilità tra regioni la Campania è diventata il territorio più delicato ed esposto d’Italia a causa della sua densità abitativa. Trovare persone in strada senza mascherine è un lusso che non ci possiamo più consentire”.

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A rischio la tenuta delle terapie intensive 

“Oggi – ha spiegato De Luca – abbiamo 371 persone ricoverate per ricoveri ordinari su 552 posti letto per pazienti covid disponibili. Possiamo arrivare in tempi brevissimi a 940 posti letto per ricoveri covid non in terapia intensiva. Vista la previsione di 5.000 positivi dobbiamo calcolare il 10% di ricoveri. La situazione di ottobre sarà delicata e sarà importante garantire un posto letto per un paziente covid non grave”.  “Arriveremo sostanzialmente ad avere 1.000 posti letto e se la situazione diventa più grave, drammatica, troveremo altri posti letto facendo l’unica cosa possibile, cioè rinviando gli interventi ordinariamente previsti” ha ancora detto il governatore campano. “Per le terapie intensive abbiamo oggi 25 ricoveri su 38 posti disponibili ma in 48-72 ore possiamo avere 500 posti terapia intensiva. L’biettivo è di arrivare entro l’anno a 900 posti di terapia intensiva, ci auguriamo di non coprirli ma non sappiamo come evolve l’epidemia”.

L’età media dei contagiati si è alzata

“Mentre fino a 10 giorni fa i pazienti avevano un’età inferiore ai 30 anni, ora l’età alzata perché i ragazzi asintomatici sono tornati in famiglia e trasmettono il contagio a genitori, nonni, parenti. Per questo serve più terapia intensiva” ha concluso De Luca. 

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