Ugo Di Puorto

Cinici, organizzati, sprezzanti delle regole. Nella loro visione del mondo il rifiuto per qualunque tipo di autorità. Sono i 7 componenti finiti in manette della banda criminale che ha provocato la strage di Corinaldo, in cui sono morte 6 persone, 5 giovanissimi e una madre. Ulteriore testimonianza arriva dai social network, valvola di sfogo e modo di mostrarsi per quello che sono. ‘Sbirri figli di p…’, si legge sulla bacheca di uno di loro, il più giovane: Ugo Di Puorto. Che, sempre su Fb, tiene bene in vista la scritta Acab (acronimo di ‘All cops are bastards, ovvero tutti i poliziotti sono bastardi), sfida e filosofia.

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Si fa chiamare ‘Hugo’, ma è il cognome che risuona familiare, soprattutto agli inquirenti, dopo due precedenti segnalazioni, che hanno trovato le sue impronte su una bomboletta di spray al peperoncino ritrovata nel locale lo scorso 8 dicembre. Si tratta del figlio di Sigismondo, detto Sergio, arrestato nove anni fa per i suoi legami con i Casalesi ed attualmente è ancora in carcere. Come riportano alcuni media, Di Puorto senior, venne arrestato in un covo di San Cipriano d’Aversa, ritenuto legato a Nicola Schiavone, figlio di Francesco, boss dei casalesi, conosciuto come Sandokan. Sarebbe stato il referente del clan nel Modenese, dove viveva con la famiglia.

 

Nel profilo Facebook del giovane Ugo, attualmente oscurato dal social network, c’erano alcuni riferimenti al padre in galera. Con lui Raffele Mormone, il cugino, che si occupa di nascondere la refurtiva perché incensurato. Non c’è un vero capo nel gruppo, ma, come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma del collega Biagio Salvati, quello con maggiore personalità è lui. Il figlio del boss. Quello che, prima di sfuggire a un blitz nel marzo del 2010, scappando verso l’agro aversano, spadroneggiava nel quartier generale del gruppo, un garage a Nonantola, in provincia di Modena. Lì si incontravano gli affiliati per discutere del racket ai titolari dei night club del Modenese o di come obbligarli ad assumere le loro compagne dell’est incinta, per poi poter beneficiare dell’indennità di disoccupazione.

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